Reddito di cittadinanza: M5S, Sel e un pezzo del Pd favorevoli. Possibile maggioranza alternativa?


La proposta sul reddito di cittadinanza, presentata dal Movimento 5 Stelle, ha come prima conseguenza quella di rompere gli equilibri vigenti in parlamento. Come è noto, un salario minimo per chi si trova in difficoltà e ha perso il lavoro è stato uno dei punti di forza della campagna elettorale di Beppe Grillo. La proposta riscuote vasta udienza anche nell'elettorato di sinistra. Sinistra Ecologia e Libertà e una parte del Partito Democratico si sono da sempre detti favorevoli ad una sua approvazione.

I pentastellati hanno presentato, il 29 ottobre scorso, la proposta di legge al senato e hanno annunciato che tramite il portale del Movimento sarà emendabile e aperta ad integrazioni da parte degli iscritti. Come era prevedibile sono arrivate subito reazioni di approvazione e di sostegno da parte di Nichi Vendola, che ha commentato su Twitter: "Una legge giusta, maggioranza possibile".



A suffragare le parole del suo segretario arrivano anche le dichiarazioni di Nicola Fratoianni (deputato Sel): "Abbiamo presentato una proposta analoga a quella del M5S, che prevede una delega al governo proprio sul riordino degli ammortizzatori sociali, perché sarebbe un'operazione utile e di buon senso. Su questo progetto è possibile una maggioranza alternativa".

Bene, a questo punto la domanda è di rito. E il Pd? La risposta è scontata, si spacca. Tra i favorevoli senza se e senza ma c'è il deputato Felice Casson. Quest'ultimo aveva già presentato una proposta, il 30 giugno del 2011, sull'istituzione del reddito minimo. Oggi ribadisce il suo intento e appoggia la proposta grillina: "Bene la proposta del M5S, da tempo abbiamo presentato proposte su questo argomento. Bisogna andare in questa direzione, e con i colleghi stellati è possibile fare un ragionamento complessivo. Nel nostro partito la discussione è aperta, quella del reddito minimo non è un'istanza della sola area che fa riferimento Pippo Civati, la disponibilità è trasversale e di tanti".

A sostenere Casson c'è Danilo Leva, attuale responsabile nazionale del Forum Giustizia del Pd, che tuttavia appare più cauto. "Credo che sia un buon strumento di inclusione sociale in una fase di crisi - chiarisce Leva - che può rappresentare un tentativo di risposta a domande che vengono poste nella società. Ma bisogna tenere fuori dal dibattito l'ideologia".

E' arrivato, però, un veto pesante dal Partito Democratico, quello di Stefano Fassina. Il Viceministro dell'Economia accusa Grillo di demagogia perché a suo avviso non ci sarebbe la copertura necessaria. A dare manforte a Fassina c'è anche Giorgio Santini, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio al Senato. Santini, a tale proposito, ha dichiarato: "Il Partito Democratico non ritiene praticabili le promesse demagogiche che fioriscono in queste ore".

Il dibattito è aperto e una volta tanto appare squisitamente politico. Da un lato ci sono in ballo diverse proposte su come elaborare una legge sul reddito di cittadinanza, dall'altro, invece, vige l'idea che sia necessario procedere in altro modo per far fronte all'emergenza sociale. Staremo a vedere, poi, se M5S, Sel e un pezzo del Pd sapranno comporre una maggioranza politica (nell'accezione migliore del termine) su questo tema.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO