Google Tax: 78 deputati M5S votano contro le indicazioni di Grillo (e dell'Adam Smith Institute)


Alla Camera, lo scorso 24 settembre, 78 deputati del M5S hanno votato a favore della Google Tax. L'articolo 9 (comma 1), presente nella legge delega per la riforma del fisco, è stato approvato a Montecitorio con con 443 voti a favore, 3 voti contrari (Giovanna Petrenga e Riccardo Gallo Pdl e Luisella Albanella del Pd) e un astenuto (Mauro Pili Pdl). I pentastellati presenti in aula, dunque, hanno votato a favore del provvedimento (compresi personaggi di spicco del movimento come Roberto Fico).
Il giorno successivo, però, sul provvedimento è arrivata l'astensione. Evidentemente deve essere trapelato il malumore del leader 5 stelle: Beppe Grillo (alias Gianroberto Casaleggio).

La Google Tax è stata presentata alla camera dal presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia (Pd). La proposta si propone di far emergere i profitti, realizzati nel nostro paese, delle società on line estere. Riguarderebbe, in particolare, società come Google e Amazon che, pur operando in Italia, pagano le tasse in Stati dove l'aliquota è inferiore. La norma vorrebbe impedire questo fenomeno, rendendo possibile l'acquisto di beni e servizi da tali società solo nel caso in cui ci fosse una titolarità italiana. In questo modo, secondo i proponenti, si potrebbe recuperare fino ad 1 miliardo di euro, da destinare alla riduzione della pressione fiscale sul lavoro.

Beppe Grillo, ieri, ha espresso tutto il suo disappunto sulla norma. L'ha addirittura definita "illegale". Citando in un suo post Tim Worstall (dell'Adam Smith Institute), ha così commentato sul suo blog: "Il Trattato di Roma del 1957 istituisce l' eliminazione fra gli Stati membri, degli ostacoli alla libera circolazione delle persone, dei servizi e del capitale. Questi politici sono davvero così ignoranti che non capiscono il sistema che loro stessi hanno costruito? O invece stanno solo sponsorizzando idee illegali per guadagno politico immediato?".

E' possibile che delle frizioni con la Ue, come dice l'ex comico genovese, possano crearsi. La Francia, interessata ad elaborare una norma simile a quella italiana, ha infatti intenzione di portare la discussione direttamente a Bruxelles. Tuttavia la presa di posizione di Beppe solleva qualche dubbio.

Ricordiamo che l'Adam Smith Institute è un think tank, che ha offerto le basi teoriche alle politiche ultra liberiste della Thatcher e di Blair. Il fatto che il blog di Grillo vi tragga ispirazione dovrebbe far riflettere il suo elettorato (a volte, ce lo permetterete, un po' troppo euforico e poco attento). E poi non è lo stesso Grillo che sul suo blog ha minacciato l'uscita dall'euro dell'Italia e ha auspicato l'introduzione di dazi doganali? Ha cambiato idea?

Difficile comprendere la linea politica di Grillo. Forse il comico, prima di stoppare i suoi parlamentari, dovrebbe offrire qualche chiarimento. Sarebbe meglio non tassare? Oppure bisognerebbe agire in un altro modo rispetto alla proposta democratica? Ci auguriamo che dietro il post di Grillo non si nasconda il proposito di un esperto di marketing virale (dai capelli molto buffi) che non vuol fare torto alla Google Inc.

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