Papa Francesco, i nuovi cardinali e le donne

Il vero nodo della questione non è una berretta rossa, ma il rispetto per le donne.

Papa Francesco, i nuovi cardinali e le donne

Com’era prevedibile, l’ampio anticipo con cui è stata data la notizia che papa Francesco creerà nuovi cardinali il prossimo mese di febbraio, ha fatto partire tutta una serie di scommesse, supposizioni, analisi e via dicendo. Del resto, siamo in un paese che è sempre, perennemente in campagna elettorale e quindi vede la realtà in un solo modo…

Se ne sono dette in questi giorni e tante altre (anche di più, probabilmente) se ne sentiranno. Se da un lato abbiamo avuto delle interessanti analisi di come sarà il volto della chiesa “dirigenziale” che uscirà dal prossimo concistoro, con un prevedibile (e, chissà, anche auspicabile) minore numero di porporati italiani, con tutto quello che questo comporta sia per il Vaticano che per l’Italia, dall’altro hanno tenuto banco le supposizioni che papa Francesco creerà la prima donna cardinale. Sono stati fatti anche dei nomi, come quello di Linda Hogan, teologa irlandese molto amata dai media.

L’idea di una donna cardinale non è certo nuova (anche se nel momento attuale i media corrono sempre al sensazionalistico quando parlano di papa Francesco e questo, dal mio punto di vista, nuoce molto al lavoro che il pontefice sta portando avanti con rigore e serietà) e da questo punto di vista è molto interessante l’idea di Luigi Accattoli che parla di un «quarto ordine» di cardinali, quello dei laici (attualmente sono tre: vescovi, presbiteri, diaconi).

Così commenta la notizia Lucetta Scaraffia, editorialista de L’Osservatore Romano

I cardinali non devono essere necessariamente ordinati sacerdoti, e in passato ci sono stati anche cardinali non ordinati. Una legge canonica del 1917 stabilisce però che vengano ordinati sacerdoti e vescovi, ma è una norma che potrebbe essere abrogata: le donne, quindi, potrebbero essere nominate cardinale senza toccare la scabrosa faccenda dell’ordinazione sacerdotale. C’è chi dice che in passato sia il cardinale Ratzinger con Madre Teresa, che Giovanni Paolo II con Chiara Lubich, avessero pensato a questa ipotesi. Potrebbe essere un modo per dare un ruolo importante alle donne nella Chiesa, ma non sarebbe neppure necessario: le donne potrebbero ricoprire ruoli direttivi anche senza diventare cardinali.

Personalmente ho trovato molto più interessanti le riflessioni portate avanti da Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari (di cui Chiara Lubich, in odor di cardinalato stando a quanto dice Scaraffia, è la fondatrice). Senza troppi peli sulla lingua, afferma Maria Voce:

La donna deve essere riconosciuta prima di tutto come donna, non come sacerdote o vescovo, perché non è quello che ci interessa […] la donna è scarsamente considerata nel suo contributo di pensiero.

E (anche) da questo punto di vista, la chiesa cattolica (e non solo…) deve fare un lungo cammino: non sarà una berretta rossa a risolvere la questione.

(La foto immortala papa Francesco che fa l'inchino a Rania di Giordania nel corso dell'udienza concessa ai reali lo scorso agosto; il gesto di omaggio del papa alla regina è stato definito “irrituale” e ha fatto il giro del mondo)

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