Primarie Pd, Epifani: “Segretario non automaticamente candidato premier”

Guglielmo Epifani, intervistato da Sky Tg 24, disegna nuovi scenari nel “cantiere” del Partito Democratico. E spiega che qualsiasi sarà l’esito delle primarie per il segretariato, il ruolo di candidato per la premiership sarà tutta un’altra faccenda

Chi vincerà le primarie per il segretariato non sarà automaticamente il candidato premier del Pd. A dirlo è Guglielmo Epifani, l’attuale segretario del Partito Democratico, durante un’intervista rilasciata a Maria Latella su Sky Tg24. Come dire che se anche il grande favorito Matteo Renzi dovesse uscire vincitore dalle primarie del mese prossimo, potrebbe non essere automatico il suo ruolo di candidato alla premiership del Pd nelle future elezioni politiche.

Al termine di una settimana da dimenticare, segnata dai sospetti e dai veleni del boom delle tessere, dalla dissociazione di Matteo Renzi sulla decisione di non sfiduciare il ministro Cancellieri e dalla dichiarazione di Romano Prodi che non darà il suo voto alle primarie e alle fratture in atto sul ruolo del Pd nel contesto continentale, il Pd sembra, sempre di più, un nido di vipere o, per chi ama le metafore cinematografiche, il capannone delle Iene di Quentin Tarantino dove tutti puntano le pistole alla tempia di tutti.

Ed Epifani alza la voce, pronuncia parole dure nei confronti della legge di stabilità, definita una manovra senz’anima che

va nella giusta direzione ma ha bisogno di avere un’anima, qualcosa che parli all’interesse del Paese: deve essere migliorata in Parlamento.

Secondo Epifani tre sono le strade da percorrere: 1) investimenti necessari, 2) fiscalità più giusta, 3) riduzione delle tasse su lavoro e impresa. L’autocritica di Epifani è lucida, equilibrata. Il segretario non nasconde quelli che sono i punti deboli di un partito in forte crisi di identità, attraversato da mille correnti:

Non bisogna definire il Pd solo in negativo, è un grande partito... è vero che talvolta assomiglia più a uno spazio pubblico che a un partito, però ha tanti bravi amministratori locali... naturalmente è un partito che ha molti problemi ma è uno dei pochi partiti non personali.

Molto interessante quest’ultima annotazione. Il Pd, “uno dei pochi partiti non personali”, saprà conservarsi tale anche in un futuro segnato dalla leadership del carismatico (o presunto tale) Renzi?

Epifani spiega che tutte le ipotesi sulla futura premiership sono aperte, dal vincitore delle primarie allo stesso Enrico Letta: “Deciderà lui cosa fare, è una cosa che può essere”.

Sollecitato sul doppio incarico di Renzi, Epifani spiega che il nuovo segretario dovrà cambiare registro, svolgere il proprio incarico “stando in mezzo alla gente”. Potrà farlo un Renzi a mezzo servizio e, in futuro, in corsa per Palazzo Chigi? Difficile rispondere, specialmente dopo una settimana da dimenticare come quella che si chiude quest’oggi.

Foto © Getty Images

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