Alfano: “Berlusconi dovrebbe diventare senatore a vita”

Con uno stile che ricorda quello della vecchia Dc, il vicepremier rivendica per il Pdl il ruolo di garante del Governo Letta e allo stesso tempo propone la carica di senatore a vita per Silvio Berlusconi

Angelino Alfano Decadenza Berlusconi

Angelino Alfano parla da leader. Ormai non si contano più le prese di distanza e i riavvicinamenti, le discese ardite e le risalite nella relazione fra il delfino del Pdl e Silvio Berlusconi. Dopo la fiducia al Governo Letta che aveva rafforzato la posizione del vicepremier, si è parlato soltanto del futuro del Pdl e della nuova Forza Italia, della discesa in campo di Marina e della decadenza del padre.

Intervistato da Skytg24, Alfano ha proposto quest’oggi l’approccio tipico della vecchia Dc, quella capace di governare e decidere trasmettendo l’immagine di chi concilia gli opposti, smussa i toni. Ad Alfano questa situazione va benissimo. Gli va bene la contingenza del declino berlusconiano che lo vede farsi garante della sopravvivenza del Pdl e del Governo Letta, gli va bene una prospettiva di medio-lungo termine, con il tempo che lavora a suo favore ed erode la roccaforte dei berlusconiani assediati.
Dice Alfano:

Noi abbiamo un leader che dovrebbe fare il senatore a vita per la sua carriera di imprenditore, come uomo di sport e per aver governato l'Italia.



Il ministro dell’Interno aggiunge:

Noi siamo convinti che Berlusconi abbia preso la strada giusta nel distinguere i due piani. Noi chiederemo a Berlusconi di continuare a sostenere il governo. Speriamo che Berlusconi possa essere candidato premier al prossimo giro visto che se andassimo ora al voto ci andremmo senza candidato.



Quindi nella narrazione alfaniana, Berlusconi verrebbe ricandidato da ultraottantenne e il centrodestra attualmente è

lo scudo nei confronti degli errori che la sinistra compierebbe.

Insomma per Alfano il centrodestra è il garante che permette al Paese di non andare alla deriva. Il vicepremier rivendica l’aumento nei sondaggi, la realizzazione di quanto era nel programma del Pdl, la tenuta dell’economia e delle frontiere che, altrimenti, sarebbero un colabrodo. Nonostante la crescita nei sondaggi e nonostante Alfano confessi, fra le righe, quanto il Pdl detti i tempi del Governo, spiega che le elezioni anticipate sarebbero un danno per il Paese e per il centrodestra.

Con una battuta che sembra un lapsus freudiano, Alfano spiega come Berlusconi abbia preso la decisione di sostenere il Governo anche in caso di decadenza. Una scelta presa dopo avere constatato il guadagno di sette punti dopo aver sostenuto Letta. Dunque un mero calcolo politico, nulla che abbia a che fare con un atto di responsabilità verso il Paese.

Insomma Alfano cerca di tenere unito il partito. Il divorzio?

Noi speriamo di non arrivare alla separazione ma siano certi che il nuovo centrodestra per vincere dovrà essere un grande centrodestra e dovrà confrontarsi con 4-5 questioni fondanti: lavoro, impresa, tasse, giustizia, immigrazione, Europa. Perché noi siamo europeisti ma non eurotappetini.

Che poi vuol dire “europeisti” ma anche “non europeisti”. Tutto e il suo contrario, in perfetto stile democristiano.

Un atteggiamento centrista che ha subito fatto saltare sull’attenti due falchi berlusconiani.

Sandro Bondi ha dichiarato che

Alfano sbaglia a sostenere che nel nostro partito c'è chi vuole le elezioni anticipate. Nessuno nel Pdl-Forza Italia lavora per le elezioni anticipate.

E non poteva mancare il commento sarcastico di Daniela Santanchè:

Alfano conferma che le larghe intese non prevedono la salvezza e neppure la tutela di Silvio Berlusconi. Un programma vincente per correre alle primarie del Partito Democratico.

Intanto Alfano aspetta sulla riva del fiume.

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