Lega Nord: Salvini contro Bossi per la segreteria federale. Tosi non si presenta

Il 7 dicembre si vota. Il fondatore del Carroccio contro il fedelissimo di Maroni.

Umberto Bossi c'è, Matteo Salvini pure e con loro quattro outsider come Erminio Boso, dell'area indipendentista trentina; il segretario romagnolo, Gianluca Pini; Roberto Stefanazzi, consigliere comunale di Vizzola Ticino e Manes Bernardini, già candidato sindaco di Bologna. Chi invece manca, a sorpresa, è Flavio Tosi, il sindaco di Verona e nome importante del Carroccio. La presentazione della candidatura è scaduta oggi alle 12, ma il suo nome non c'è. Si può solo immaginare che questa scelta sia stata presa per non indebolire la candidatura di Salvini.

Perché per quanto poco credibile, il fatto che Bossi sia ufficialmente in piedi per riprendersi la Lega non è un fatto che può passare in secondo piano. Meglio quindi non dividersi sul nome del maroniano di ferro Salvini, che ha annunciato di essere nella competizione via Facebook: "Firmata candidatura a segretario federale. Una responsabilità enorme, conto su di voi. La splendida comunità della Lega mi ha dato tanto, tutto. E se posso esserle utile, da militante fra militanti, rispondo come ho sempre fatto in questi 23 anni: ci sono. Non vince un uomo solo, vincono il progetto e la squadra. In battaglia, per essere indipendenti da Roma e Bruxelles, insieme si può".

Appoggiato da Maroni, Salvini è al momento il favorito dopo la decisione dell'attuale segretario e governatore della Lombardia di lasciar perdere la segreteria per concentrarsi esclusivamente sulla regione. Un anno e mezzo e dopo, quindi, la Lega si prepara a fare un altro passaggio importante, mettendosi nelle mani delle nuove generazioni.

Adesso i vari candidati dovranno accogliere almeno mille firme entro il 30 novembre per concorrere all'elezione diretta del segretario il 7 dicembre (un giorno prima delle primarie Pd). Tutti parlano di unità del partito, ma è difficile che uno come Bossi possa candidarsi, probabilmente venire sconfitto (il nuovo corso ormai è cominciato) e accettare serenamente il pensionamento da uomo-simbolo. Che vinca o che perda, la sua candidatura porterà pesanti strascichi.

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