Grecia: Il governo supera il voto di fiducia


Grecia, 11 novembre 2013. Il governo di Atene, presieduto da Antonis Samaras, ce l'ha fatta. Il Parlamento ha respinto la mozione di sfiducia, presentata dalla principale forza di opposizione: Syriza. Forse il risultato era scontato, ma in ogni caso da Francoforte e da Bruxelles avranno tirato un sospiro di sollievo nel momento in cui è stato formalizzato che nel Paese ellenico non ci saranno elezioni anticipate.

La mozione, presentata dal partito di sinistra radicale, era nata in seguito alla decisione delle autorità di sgomberare con la forza l'ex sede della Tv pubblica Ert. Quest'ultima era stata occupata lo scorso giugno da ex dipendenti licenziati. La sfiducia è passata con 153 voti contrari e 124 favorevoli su 294 votanti. La discussione, che ha preceduto la votazione, si è svolta in un clima molto teso. Il leader di Syriza, Alexis Tsipras, ha messo sotto accusa le politiche di austerity del governo di larghe intese. Inoltre, il probabile candidato alla presidenza della commissione europea per la Sinistra Unitaria ha condannato le misure "da Stato di polizia" volute da Samaras.
Durante le operazioni di voto, fuori dal Parlamento, in piazza Syntagma, ha avuto luogo una manifestazione anti-governativa a cui hanno preso parte 3000 persone. Theodora Tzakri, deputata del Pasok (i socialisti greci al governo con i conservatori), ha deciso di votare la sfiducia. Per questo motivo è stata espulsa dal suo partito.

Samaras ha replicato alle critiche pesanti, mosse da Tsipras, esaltando il lavoro svolto finora dall'esecutivo. Il premier ha sostenuto che "il 2014 sarà il primo anno di ripresa dopo anni di recessione. Entro il 2016 il nostro governo avrà condotto la Grecia fuori dalla crisi con sacrifici ma senza bugie e futili promesse" (Via Ansa). Inoltre ha accusato il partito di sinistra di voler far sprofondare la Grecia nel caos.

Il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras, ha provato a rasserenare il clima odierno, promettendo che non ci saranno nuovi tagli su pensioni e stipendi. La rassicurazione è arrivata dopo l'incontro di ieri con gli ispettori della troika: i tedeschi Matthias Mors (Ue), Claus Mazuch (Bce) e il danese Paul Tomsen (Fmi). Tuttavia è difficile che si possano evitare cinquemila nuovi licenziamenti nel settore pubblico entro natale e un nuovo aumento della pressione fiscale. La Grecia è stremata e il 2016 è lontano.

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