Delega fiscale, in Senato spunta la norma salva-Cav

Secondo Repubblica Renato Brunetta e Daniele Capezzone starebbero lavorando per una depenalizzazione dei reati tributari da inserire nella legge sulla delega fiscale

Depenalizzare i reati tributari per cancellare la condanna per frode fiscale e far tornare il Cav in pista immacolato come una colomba: starebbero lavorando a questo Renato Brunetta e Daniele Capezzone del Pdl, nell'ambito della discussione presso la commissione Finanza del Senato della legge sulla delega fiscale, già licenziata dalla Camera.

L'obiettivo è di approvare la legge entro la fine dell'anno.

Di notizie sugli escamotage del Cav per cancellare la condanna per frode fiscale se ne sentono tante di questi tempi: se unite tutte assieme il quadro che possiamo trarne è quello di un uomo che, nel tentativo di non affondare si agita talmente tanto che sembra impossibile una risalita.

Vanno dunque tutte pesate con le dovute accortezze, anche e sopratutto per evitare le paginate tutte incentrate sull'uomo politico, Silvio Berlusconi, che tutti danno oramai per finito ma del quale, per assurdo, tutti continuano sempre a parlare.

Ultimo in ordine cronologico è il sempiterno quotidiano romano laRepubblica, che in un ampio articolo firmato da Liliana Milella da notizia del tentativo dei due fedelissimi al Cav di introdurre, nel capitolo delega fiscale, una vera e propria depenalizzazione dei reati tributari che possa essere cucita su misura per il gran capo, togliendo in extremis tutte le castagne del centrodestra dal fuoco giudiziario.

L'obiettivo principale è di permettere a Silvio Berlusconi di ricandidarsi di modo che, decadenza o meno, il Pdl possa così preparare il campo ad una mozione di sfiducia al governo e a inevitabili nuove elezioni; non una strategia machiavellica a dire la verità: per ora, nella legge sulla delega fiscale, sarebbe sufficiente un accenno generico alla necessità di rivedere le norme che puniscono il vasto ambito delle evasioni fiscali.

Un vero e proprio "cavallo di Troia" che aprirebbe però la strada ad un decreto legislativo, scrive Repubblica, preferibilmente già nella legge di Stabilità; l'obiettivo del Pdl è di ottenere la revoca della sentenza, ottenibile in caso di abrogazione della norma incriminatrice. Il giudice dell’esecuzione infatti, in caso di depenalizzazione, revocherebbe la sentenza di condanna dichiarando che il fatto non è più previsto come reato.

Sul fronte decadenza invece si punterebbe a procastinare continuamente la decisione finale, in attesa della norma: i protagonisti, Brunetta e Capezzone, non confermano in alcun modo questa teoria, spiegando che i reati più gravi non verrebbero toccati.

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