Consiglio Nazionale del Pdl, la resa dei conti. Cicchitto: "Disertiamo il Cn, mancano le condizioni"

Fabrizio Cicchitto, capocorrente degli "alfaniani", parla di clima di scontro: il Pdl è al capolinea?

Siamo alla resa dei conti in casa Pdl e i carnefici dei destini del centrodestra berlusconiano sembrano proprio essere quelli che una volta erano il compagno muratore di Berlusconi, Fabrizio Cicchitto, e l'ormai ex-delfino del Cav, Angelino Alfano.

I due sembrano aver letteralmente accerchiato il Cav, vestendo un po' i ruoli da poliziotto buono e poliziotto cattivo: "lo sbirro" buono sembrerebbe essere proprio Alfano, che questa mattina ha tentato di gettare acqua sul fuoco confidando che il movimento politico di cui fa parte possa essere unito e dichiarandosi fiducioso sui lavori del Comitato Nazionale del Pdl previsto per sabato prossimo.


Ma se il vicepremier, a Verona per sottoscrivere due protocolli per la legalità e la sicurezza con alcune associazioni, veste i panni del pompiere, l'ex muratore socialista Fabrizio Cicchitto sembra invece pronto alla guerra:

"Nelle ultime ore c'è stata la radicalizzazione dello scontro da parte di fuochisti, lealisti e falchi, per cui sembra che vengano meno le condizioni per un dibattito sereno. Aggiungo anche che non è chiaro l'ordine del giorno e neanche il contesto nel quale una riunione cosi delicata dovrebbe svolgersi. Ecco dunque che i dubbi sulla nostra partecipazione sono meritevoli di approfondimento. Mancano le condizioni per un dibattito sereno in questo clima di scontro, siamo pronti a non partecipare al Cn."

Cicchitto insiste sul fatto che ci sia una larga componente del partito più vicina alle posizioni espresse recentemente da Alfano, una sorta di tentativo di rottura sanato, in qualche modo, in attesa della resa dei conti di sabato: molti si aspettano, probabilmente erroneamente, una sorta di "scontro Berlusconi-Fini bis", dimenticando che la fattispecie di questa frattura politica è ben diversa da quella del 2010.

All'epoca Gianfranco Fini si isolò politicamente su posizioni più moderate, con la risibile compagnia di qualche fedelissimo: un fatto che lo ha condotto sostanzialmente a concludere nel dimenticatoio una lunga e brillante carriera politica. Questa volta, sottolinea Cicchitto, il sostegno interno alla corrente facente capo ad Alfano è più corposo e, necessariamente, occorre farci i conti.

Una frattura nel centrodestra, spiega l'ex socialista, ed un eventuale crisi di governo, con conseguenti nuove elezioni, comporterebbe la totale debacle elettorale per chi fino a due anni fa vantava la maggioranza assoluta più ampia della storia repubblicana:

"Se si va ad elezioni immediate il centrosinistra è già pronto con Matteo Renzi e noi invece non abbiamo un candidato, visto che Alfano non è condiviso da una parte del partito. Ma se poi non si va al voto le cose non sono meno gravi: da un governo amico si passerebbe ad un governo ostile, nel quale il Pdl non ci sarebbe. E allora mi chiedo: che senso ha questa accelerazione?"

Insomma, sembra che i panni da lavare in casa Pdl siano piuttosto sporchi e che le operazioni di candeggio richiedano ben più di qualche allontanamento.

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