Germania, la Grande Coalizione passa attraverso i referendum sull'Europa

Il voto del Bundestag il 17 dicembre: i negoziatori della Große Koalition propongono dei referendum sulle decisioni di politica europea

Secondo quanto rivelato dal Frankfurter Allemeine Zeitung, che cita fonti interne alla CDU, è stato fissato per il 17 dicembre prossimo la data per la rielezione di Angela Merkel a Cancelliere da parte del Bundestag e il conseguente insediamento del nuovo governo di Grande Coalizione in Germania.

I negoziati sono ancora in corso, serratissimi e problematici come rivela il quotidiano tedesco, ma tra poco più di un mese il parlamento berlinese vedrà il reinsediamento di Angela Merkel al cancellierato: sul tavolo delle trattative tra le tre forze uscite vincenti dalle elezioni si sta mettendo di tutto, dai diritti civili degli omosessuali ai referendum sull'Europa, dalle politiche familiari alle poltrone da distribuire.

In un certo senso, almeno a leggere alcuni giornali teutonici, lo spettacolo non è fondamentalmente molto diverso da quello occorso tra febbraio e marzo di quest'anno a Roma, con le dovute congenite differenze di atteggiamento che caratterizzano da decenni la politica tedesca e la politica italiana.

Se l'Unione Cdu/Csu si oppone su tutta la linea a nuove aperture sui diritti civili per gli omosessuali, proponendo anzi la revisione sia del matrimonio gay che delle ipotesi sulle adozioni da parte di coppie dello stesso sesso, dall'altra parte la SPD si dice esasperata, in attesa del congresso del partito che si terrà da giovedì a sabato e che potrebbe rimescolare di molto le carte raffiguranti il destino politico dei socialisti tedeschi.

Molti nodi potrebbero essere sciolti con una mossa politica assolutamente spiazzante, che potrebbe addirittura compromettere completamente gli equilibri europei: sarebbe infatti stato raggiunto un accordo tra le parti sulla possibilità di referendare qualsiasi provvedimento in materia di politica europea che verrà varato dal governo e dal parlamento tedesco nei prossimi anni.

"Alla popolazione deve essere chiesto direttamente in merito alle decisioni di politica europea di particolare importanza: ciò vale in particolare quando vengono aggiunti nuovi stati membri, quando importanti poteri di sovranità nazionale devono essere trasferiti a Bruxelles, se e quando le finanze tedesche debbano essere impegnate a livello europeo. Per tali decisioni occorre spianare la strada ai referendum a livello nazionale."

Questa sarebbe l'ipotesi contenuta in un documento visionato dall'agenzia stampa Reuters, messa a punto dal gruppo di lavoro per la politica interna guidato dal ministro degli Interni Hans-Peter Dietrich (CDU) e dal socialdemocratico Thomas Oppermann.

Un "compromesso politico" che cambierebbe radicalmente l'approccio della Germania in Europa, con un governo di coalizione che si troverebbe, oltre ai vincoli messi a punto nelle trattative in corso, messa continuamente sotto osservazione dal popolo tedesco, il quale negli ultimi anni non ha dimostrato un grande slancio europeo (non biasimabile, tra l'altro).

Basti pensare allo scarso appeal che ha sui tedeschi l'ipotesi di inglobare la Turchia nell'Unione Europea, e nell'Euro, o la polemica scoppiata recentemente sui bassissimi tassi d'interesse garantiti dalla Bce nell'ultimo prestito al governo di Roma.

La proposta verrà valutata direttamente dal Cancelliere Merkel già da domani.

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