Siria, istituito governo ombra. Denuncia shock di Human Rights Watch: armi incendiarie sui civili

Ahmad Tohme, sostenuto dai sauditi, è il premier ombra del governo dell'opposizione siriana. Human Rights Watch denuncia l'uso di armi incendiarie sui civili

Dopo mesi di litigi, diatribe interne, annunci trionfalistici e mesti rinvii, vede finalmente la luce il governo ombra siriano, istituito dall'opposizione ribelle ed avente base in Turchia: le opposizioni siriane in esilio e i rappresentanti di attivisti in patria hanno incaricato questa istituzione di amministrare gli affari correnti nelle zone siriane non più sotto il controllo di Damasco.

L'esecutivo avrà base a Ganziantep, nel sud della Turchia, a circa 30km dal confine con la Siria, e sarà presieduto da Ahmad Tohme, premier incaricato sostenuto dalla potente Arabia Saudita (che non fa mistero di aver foraggiato ampiamente la sua attività): il tentativo dichiarato è quello di amministrare le zone strappate all'esercito baathista, seppur dovendo comunque affrontare la questione, non facile, delle infiltrazioni terroristiche tra gli oppositori armati.

Al termine di due giorni di colloqui a Istanbul l'opposizione al regime di Assad ha inoltre annunciato l'intenzione di inviare una delegazione presso i negoziati di Ginevra 2, un tentativo pragmatico di superare l'empasse recente che ha visto completamente spiazzati gli Stati Uniti che, a livello diplomatico, non stanno gestendo la situazione certamente nel migliore dei modi.

Dalle associazioni internazionali invece arriva una denuncia che fa raggelare i polsi: Human Rights Watch ha diffuso un rapporto e pubblicato questo video nel quale documenta l'uso di armi incendiarie ai danni della popolazione siriana:

Immagini forti, nette, ma che danno la misura delle gravi violazioni internazionali che vengono continuamente perpetrate nel Paese, dilaniato da quasi tre anni di guerra civile che ha fatto oltre 120mila vittime. Human Rights Watch punta il dito contro le forze armate siriane e l'aviazione del regime di Assad, che utilizzerebbe armi incendiarie che producono calore e fuoco attraverso la reazione chimica di una sostanza infiammabile. Queste armi causano ustioni molto dolorose, sono difficili da trattare medicalmente: sarebbero 56 gli attacchi di armi incendiarie da novembre 2012 a settembre 2013.

Nei quattro attacchi documentati dall'Associazione internazionale la stessa HRW quantifica in 41 i civili rimasti uccisi, parlando di altri 71 rimasti gravemente feriti. La Siria non è parte della Convenzione del 1980 sulle armi convenzionali (CCW) e non riconosce il suo Protocollo III che vieta l'uso di armi incendiarie, ma il discorso valeva fino a poco tempo fa anche per le armi chimiche (che sembra siano state tutte messe sotto controllo dell'Onu).

HRW dimostrerebbe insomma come il regime di Assad conceda da un lato e distrugga dall'altro, in una guerra che è oramai diventata la follia di un dittatore e del suo esercito contro la disperata resistenza di un popolo stremato anche dalle criminali infiltrazioni terroristiche nella resistenza: uno scacchiere nel quale ogni regola è saltata, dove non viene riconosciuta più nessuna autorità e dove quindi ognuno può commettere le peggiori atrocità in modo pressocchè impunito.

"Human Rights Watch ritiene che gli attacchi aerei della Siria con armi incendiarie nelle zone popolate da civili ciolino il diritto internazionale umanitario e le leggi di guerra perché sono intrinsecamente indiscriminate: attacchi indiscriminati intenzionali o imprudenti sono crimini di guerra."

scrive l'associazione. Dove è la comunità internazionale? Dove gli indignati dei governi mondiali, quando Assad bombardava con l'agente arancio, il gas mostarda e le bombe a grappolo e a frammentazione?

"Un paziente con il 90 per cento ustioni di terzo grado è arrivato vivo in ospedale. Anche i vestiti erano stati bruciati. E' stata la ferita più orribile che abbia mai visto in un paziente vivo. Solo i suoi occhi si muovevano."

ha detto la dott.ssa Saleyha Ahsan, medico d'urgenza britannico che ha svolto servizio volontario ad Aleppo il 26 agosto scorso, nell'attacco documentato dal video. Quando l'orrore ti piomba tra le mani diventi un po' più orribile anche tu.

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