Sondaggi politici: il Movimento 5 Stelle secondo partito?

Il partito di Beppe Grillo pronto a superare il Pdl. Ma il Pd è ancora lontano.

I sondaggi politici mostrano dati sempre diversi. A seconda che siano dell'uno o dell'altro istituto di rilevazioni. E questo è ancora più vero nel caso del Movimento 5 Stelle, molto probabilmente per quella che è una maggiore difficoltà dei sondaggisti a "sondare" gli umori di un popolo trasversale a destra e sinistra e che sfugge alle classiche dinamiche politiche.

Non si capisce altrimenti come spiegare le grandi differenze che i sondaggi attribuiscono al partito di Beppe Grillo, che secondo alcuni è attorno al 20%, e staccatissimo dal Pdl, e secondo altri è secondo partito. I numeri che i vari Ipr, Emg, Ipsos danno settimanalmente vanno presi con molta più cautela di quanto abitualmente si faccia, sempre ricordando come il margine di errore è abbastanza ampio (attorno al 3%) e come spesso e volentieri i sondaggi hanno fatto fiasco. Il modo migliore per interpretare i risultati di queste rilevazioni è di guardare i sondaggi che circolano un po' tutti assieme.

I sondaggi Emg. Lunedì è il turno dei numeri del TgLa7, che hanno attribuito al Movimento 5 Stelle una crescita di quasi un punto e mezzo che l'ha portato al 21,7%. Il Popolo delle Libertà è comunque molto staccato visto che si trova al 23,9%. Ma se il Pdl, come sembra, è pronto a sfasciarsi dopo il consiglio nazionale del 16 novembre, è facile immaginare che le operazioni di sorpasso del M5S possano concretizzarsi entro breve. Il Pd, invece, è ancora parecchio più in là.

I sondaggi Ipr. Martedì tocca al Tg3: i numeri non sono molto dissimili da quelli ascoltati il giorno prima (e meno male, altrimenti non ci sarebbe praticamente nulla da fidarsi), ma mostrano comunque una differenza significativa: il Movimento 5 Stelle è più vicino al Pdl. Anche secondo Ipr, infatti, il M5S guadagna un punto e arriva al 22%, mentre il Pdl è fermo al 23%. Il Pd è invece in calo di un punto, ma comunque molto distante al 29,5%.

I sondaggi Ipsos. Sempre martedì è invece la volta dei sondaggi trasmessi da Nando Pagnoncelli a Ballarò. E sono quelli che mostrano le maggiori differenze: non tanto per il Movimento 5 Stelle - che è al 21,4% e quindi in linea con le altre rilevazioni - ma per la distanza che lo separa dal Pdl. Secondo Ipsos, infatti, il partito di Berlusconi è ancora al 26,3%, quasi cinque punti più su.

E quindi, qual è la verità? Tirando un po' le somme dei numeri che sono circolati in questa prima metà di settimana, si può dire che il Movimento 5 Stelle è quasi sicuramente in una forbice di voti che sta tra il 21 e il 23%. E che probabilmente si trova ancora sotto il Pdl, ma se le cose continuano ad andare come sono andate finora, non ci vorrà molto prima che l'M5S diventi stabilmente secondo partito. Soprattutto considerando l'indebolimento che subirà il Cavaliere dopo il voto sulla sua decadenza e la possibile spaccatura del partito.

Per quanto riguarda il Pd, le cose sono un po' più complesse. Si sa che il M5S ha fortemente penalizzato la sinistra, ma è anche vero che molti di coloro che oggi guardano a Beppe Grillo potrebbero tornare tra le fila democratiche nel momento in cui Renzi diventasse segretario (che poi è la ragione per cui Grillo si scaglia in continuazione contro il rottamatore). A dicembre, molto probabilmente, i sondaggi registranno qualche scossone, che ci permetterà di capire meglio quello che sta succedendo.

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