Letta “gode” per il prossimo vertice Ue a Roma sui giovani. E i … giovani?

Di certo, male non fa, ma è indubbio che il prossimo vertice Ue sulla disoccupazione giovanile che si terrà a Roma la prossima primavera più che risolvere “l’incubo nazionale” tende a dare una mano al premier Letta alla vigilia delle elezioni europee e del semestre italiano.

L’annuncio della Conferenza nell’Urbe è stato dato ieri a Parigi al termine del vertice Ue dal premier italiano visibilmente soddisfatto, sottolineando che “Il livello della disoccupazione giovanile così alto è l'incubo che ci portiamo dietro da questa crisi e dobbiamo batterlo perché ci deve essere una ripresa con occupazione e soprattutto occupazione per i giovani. Ecco perché guardo all'esito di questa conferenza di Parigi con grande fiducia rispetto alle scelte che dovremo fare". Bene.

Le riunioni dei leader europei su questi temi sono, ha proseguito Letta: "il segno che l'Europa ha finalmente messo la lotta alla disoccupazione giovanile al centro delle sue preoccupazioni", ha aggiunto, ricordando "dopo la conferenza di Berlino a luglio e quella di oggi a Parigi, l'annuncio della terza conferenza a Roma", da considerare "una vittoria nostra perché per noi la disoccupazione giovanile è davvero il grande tema".

Il presidente francese Francoise Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno detto sì a tenere il prossimo vertice Ue sul lavoro giovanile a Roma nella primavera del 2014 proprio per dare un segnale, soprattutto in Italia, politicamente significativo: Letta e il suo governo non si toccano, hanno l’appoggio di Germania e Francia, devono proseguire nell’opera intrapresa di risanamento dei conti del Belpaese e di riforme per la ripresa.

Insomma, non un “aiutino” di poco conto che Letta incassa a piene mani e con il sorriso a 32 denti. L’ottimismo aiuta ma non è tutto. Intanto perché proprio dalla Ue non giungono segnali di buona amministrazione e di buon esempio: il Parlamento europeo nel 2014 costerà l’1,7% in più, qualcosa come oltre 30 milioni di euro aggiuntivi, a dimostrazione che l’eurocasta si tiene ben stretta tutti i suoi privilegi.

Inoltre l’ottimismo si scontra con le turbolenze della politica italiana, con primarie-congressi del Pd al limite dello sconquasso, con il Pdl-Forza Italia che sabato va all’epilogo finale, una storica scissione fra “lealisti” e “governativi”, con ricadute sul quadro politico e verosimilmente sul governo.

Tuona Silvio Berlusconi: “I nostri ministri non possono collaborare con chi mi vuole uccidere!”, un messaggio limpidissimo sulle intenzioni del Cav, sulle sue prossime mosse prima della decadenza.

Il rischio è che, con questi chiari di luna, Letta forse non tirerà (politicamente) le cuoia ma non può far altro che tirare a campare. Il premier riuscirà a mangiare il panettone. Ma la colomba? I giovani – oltre il 25% disoccupati – possono attendere. Di questo passo vanno a picco insieme a tutto il Paese.

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