Le Pen e Wilders preparano un fronte anti-euro e xenofobo


Marine Le Pen

(Front National) e Geert Wilders (Partij voor de Vrijheid) potrebbero dare vita ad un nuovo fronte anti-euro, in vista delle elezioni del prossimo maggio.

I leader dei partiti di estrema destra francese ed olandese si sono visti a L'Aia per discutere di come capitalizzare il crescente malcontento contro le politiche di austerità. A legare il Fronte Nazionale e il Partito per la Libertà non è solo l'avversione per i governi agli ordini della Bce e di Berlino, ma anche la politica sull'immigrazione. Entrambi sono convinti che sia necessario rafforzare i controlli alle frontiere e impiegare metodi drastici per l'espulsione dei "clandestini".

La visita in Olanda di Le Pen ha due obiettivi. Il primo è quello di promuoversi presso gli elettori olandesi, non solo quelli che provengono da una cultura politica simile alla sua. Per questo la leader di estrema destra ha deciso di non insistere sull'esigenza di superare l'Unione Europea per tornare ad un ruolo forte degli Stati. Oggi, il suo consigliere di politica estera, Ludovic de Danne, ha per l'appunto dichiarato: "Gli alleati di Le Pen la considerano come portatrice di visione diversa dell'Europa".

Il secondo obiettivo di Le Pen è quello di convincere Geert Wilders ad entrare in Alleanza Europea per la Libertà. Questo è un nuovo soggetto politico, che dovrebbe raggruppare un insieme di partiti euroscettici in un blocco unico per le prossime elezioni europee. Ricordiamo che un gruppo parlamentare, per formarsi, deve avere 25 eletti di almeno quattro Stati membri. Wilders non ha ancora deciso ma è probabile che si convinca. Intanto ha già accettato l'invito di Le Pen a Parigi per l'inizio del 2014.

Secondo i sondaggi, Le Pen potrebbe avere un'affermazione senza precedenti alle prossime elezioni di maggio, mentre il partito socialista di governo sta attraversando un momento molto difficile.
Il partito di Wilders, invece, non viene fuori da un periodo esaltante come quello del Fronte Nazionale e forse proprio per questo potrebbe cercare di rilanciarsi attraverso la figura sempre più carismatica della politica francese. Ricordiamo che il Partito per la Libertà, nel 2010, era arrivato terzo alle elezioni, ma dopo aver tolto la fiducia al governo è uscito fortemente ridimensionato nella tornata elettorale successiva.

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