Datagate, Enrico Letta al Copasir: “nessuna violazione della privacy dei cittadini"

Letta ha assicurato che la macchina dei Servizi dopo 5 anni funziona a pieno ritmo e ha sempre garantito la sicurezza dei cittadini e dei membri del Governo.


I cittadini italiani possono dormire sonni tranquilli, l’Italia non ha mai partecipato ad alcun programma di intercettazioni e non è coinvolta come parte attiva nello scandalo Datagate. Parola del presidente del consiglio Enrico Letta che oggi ha incontrato a Palazzo San Macuto il presidente e il vicepresidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

Letta ha assicurato che la macchina dei Servizi dopo 5 anni funziona a pieno ritmo e ha sempre garantito la sicurezza dei cittadini e dei membri del Governo. E questo, sempre secondo quanto riferito dal Premier, non perchè non ci sia stata l’occasione per farlo: in passato, infatti, i servizi segreti inglesi avevano fornito al nostro Paese l’occasione di partecipare al programma Tempora, ma l’Italia rifiutò.

La richiesta, come trapelato già nelle ultime settimane, era arrivata nel 2008 dall’Inghilterra, che offrì all’Italia la possibilità di aderire al suo programma di sorveglianza elettronica, quello che sarebbe poi diventato Tempora, e di sorvegliare alcuni soggetti di origine pakistana che si trovavano sul nostro territorio al fine di svolgere indagini anti terrorismo.

I servizi segreti italiani, come confermato oggi da Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, rifiutarono la collaborazione al contrario di quanto fecero Francia, Germania, Spagna e Svezia:

La proposta riguardava un programma di scambio, il nostro Paese non poteva farlo perché le leggi lo impediscono. E quindi questa richiesta è stata cassata.

Letta, sempre secondo quanto ha riferito da Stucchi, ha dato conto “dei casi di attualità come il Datagate e Nsa” e “relazionato anche su questioni di intelligence legate alla relazione annuale prevista dalla legge”.

Non solo. A proposito delle rivelazioni fatte da Edward Snowden,

Letta ha confermato che il perimetro di queste rivelazioni non è ancora ben noto, e bisognerà capire bene se quello che viene riportato è effettivamente vero o meno. E anche su questo esiste una legittima preoccupazione, ma non c'è stata nessuna violazione dei dati di cittadini italiani o di membri del governo.

E sempre a proposito della vicenda Datagate, il premier Letta sarà chiamato a riferire alla Camera il prossimo 20 novembre alle 9.30, come deciso oggi durante la conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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