Egitto: 12 sostenitori di Morsi condannati a 17 anni di prigione

Oggi in Egitto finiscono lo stato di emergenza e il coprifuoco, misure adottate lo scorso 14 agosto.

Dopo la sentenza di condanna

Dodici sostenitori del deposto presidente egiziano Mohamed Morsi sono stati condannati, da un tribunale locale, a 17 anni di prigione ciascuno. L'accusa è di aver preso parte ad "azioni di protesta violente" nei mesi scorsi. La notizia arriva dall'agenzia Mena, che riferisce che i manifestanti erano accusati in particolare di aver attaccato la sede del centro studi islamico al-Azhar.

Morsi è stato deposto con un golpe militare la scorsa estate. Lui e diversi leader dei Fratelli Musulmani sono stati arrestati, dopo che il movimento è stato dichiarato illegale. Le manifestazioni tra sostenitori dell'ex presidente e i suoi oppositori sono però proseguite. Proprio ieri gli avvocati di Morsi sono riusciti ad aver un incontro con lui in carcere.

L'ex presidente è anche lui sotto processo con l'accusa di incitamento alla violenza e all'omicidio. Sul sito dei Fratelli Musulmani si legge che tutte le persone condannate dal tribunale sono studenti dell'ateneo di al-Azhar. Dall'inizio degli scontri di piazza, più di mille sostenitori di Morsi sono state uccise dalla polizia egiziana. Almeno un altro migliaio è finito in carcere.

Oggi l'Egitto festeggia però anche una data importante: le autorità hanno deciso infatti di porre fine allo stato d'emergenza e al coprifuoco. Martedì scorso un tribunale aveva ordinato la fine immediata delle misure estreme adottate lo scorso 14 agosto in seguito alle violenze scoppiate dopo la destituzione del primo presidente eletto democraticamente in Egitto, Mohamed Morsi.

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