Decadenza Berlusconi: il voto del 27 novembre verso il rinvio

Legge di stabilità in ritardo e decreti in scadenza, il giorno fatidico slitterà a dicembre.

La decadenza di Berlusconi, il cui voto è previsto per il 27 novembre, potrebbe slittare ulteriormente. La vicenda che da ormai 3 mesi e mezzo tiene banco, e da cui dipendono in buona parte i destini del governo Letta, potrebbe non essere ancora chiusa. Com'è possibile? Il fatto è che, come prevedibile, la Legge di Stabilità non sarà mai varata nei tempi previsti e quindi farà slittare tutto il calendario, decadenza del Cavaliere compresa.

Ma allora, quando si vota la decadenza di Berlusconi? Ovviamente slitterà a dicembre, e a quel punto dovrà nuovamente essere messa in calendario. Che la "cacciata" del Cavaliere arrivi per Natale? È ancora presto per dirlo, considerando anche che lo strenuo impegno del Pdl (che sulla vicenda non fa distinzioni tra alfaniani e lealisti) sta dando costantemente i suoi frutti. Tanto che una misura che doveva essere presa immediatamente è ancora in attesa dopo quasi 120 giorni. Il Cavaliere ha deciso per i servizi sociali di un anno, l'interdizione è stata ricalcolata (e anche quella dovrà essere votata, ma quando ancora non se ne ha la più pallida idea), ma la questione che si era presentata immediatamente il giorno dopo la condanna definitiva nel processo Mediaset è ancora lontana dall'essere risolta.

E il Partito Democratico, che fa in tutto questo? A voce, davanti alle telecamere, nessuno mostra segni di cedimento: "Il voto sarà il 27", dice Franceschini; "Escludo nel modo più assoluto che il voto possa slittare", rincara Zanda. Sarà, ma se la Legge di Stabilità accumula ritardi, senza contare i decreti in scadenza, è davvero improbabile che si riesca a tenere fermo il giorno del voto. Anche se, secondo Felice Casson - uno dei reduci della giunta per le immunità - fa sapere che "se il Pdl fa tranelli si può votare anche nel bel mezzo della discussione sulla legge di stabilità". Ma che davvero possa andare in scena qualcosa di così drammatico, non lo crede nessuno.

È evidente come la questione decadenza di Berlusconi non possa essere scissa né dai destini del governo, né dai destini del Pdl. E nonostante Angelino Alfano abbia spiegato a più riprese come lui e i suoi siano pronti a sostenere il governo anche dopo la cacciata del Cavaliere, questo non significa che continuare a rimandare il voto non faccia gioco anche ai ribelli del Pdl. Prima di tutto allontana la resa dei conti (sempre che non capiti improvvisa il giorno del consiglio nazionale) e permette al governo di guadagnare giorni di vita senza drammatici strappi, in più permette ai vari "governativi" di dimostrare che i destini del Cavaliere sono ancora nei loro cuori. Almeno per tutto dicembre.

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