Spread a 500 e Borse a terra: il premier Monti segue Andreotti: "Meglio tirare a campare che tirare le cuoia".

Mario Monti e lo spread

Fortuna che oggi è sabato! Ma il venerdì nero delle Borse lascia tramortiti. L'ok dell'Eurogruppo agli aiuti alle banche spagnole non basta: lo spread torna a 500 punti base. In discesa le Borse: Madrid chiude a -5,82, Piazza affari a -4,38%.

Un disastro che in Italia può avere risvolti politici tali da fare precipitare la situazione. Il premier Monti se la prende con la “instabilità politica” e Berlusconi si dice pronto a staccare la spina al governo, mentre gli altri due “soci” della maggioranza Bersani e Casini hanno le loro solite beghe interne nel Pd e Udc, stavolta relative ai matrimoni gay e affini.

L’Europa non c’è. Ma è stato proprio il meeting dell’Eurogruppo, con l’approvazione di un documento inadeguato a contrastare la crisi, che ha prodotto la reazione negativa dei mercati. L’accordo è di 43 pagine di (quasi) aria fritta, e i 17 Paesi in meno di due ore hanno discusso e chiusa la partita come si trattasse di ordinaria amministrazione. Di fatto si è messo per scritto ciò che si era deciso dieci giorni addietro e il risultato è stato bocciato pesantemente dai mercati perché non c’è un vero fondo anti-spread.

C’è un problema di quantità delle risorse, c’è un problema di controllo degli interventi, ma il problema dei problemi resta quello politico, fra gli Stati ma anche all’interno delle singole nazioni, come l’Italia, dove le tensioni politiche e sociali crescono.

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, è «fortemente preoccupata per la situazione sociale, per quello che può succedere a settembre», perché dopo un anno di manovre e sacrifici «siamo ancora qui davanti a un’altra emergenza dello spread che giustifica tagli, licenziamenti, altre ingiustizie».

Lo spread che schizza a 500 punti è manna per Silvio Berlusconi, redivivo, già pronto per il voto anticipato al prossimo ottobre. Il Cav ha chiesto nuovi sondaggi e fatto preparare il simbolo del futuro partito dei moderati: "Grande Italia" ed è tornato a confabulare con Bossi.

E Monti? Fa quel che può, procedendo a zig zag: annuncia ma non taglia le festività, sforbicia qua e là le Province, ma le riforme vere non si vedono e il Paese resta nel pantano, sempre a un passo dal crollo. Monti sente il limite della impopolarità crescente fra i cittadini e la perdurante assenza dei partiti. Il rischio è che, dopo tanti proclami, anche Monti si sia messo in surplace. Forse anche il Prof segue le orme di Andreotti: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. E gli italiani?

Foto | TM News

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO