#15nov: ultimatum al Governo. Manifestazioni studentesche

Mobilitazioni studentesche in tutta Italia. Ecco l'ultimatum al governo.

a:2:{s:5:"pages";a:3:{i:1;s:0:"";i:2;s:30:"Ultimatum al governo: il video";i:3;s:30:"Ultimatum al governo: il testo";}s:7:"content";a:3:{i:1;s:2999:" 15 novembre 2013 manifestazioni studentesche

15 novembre 2013 manifestazioni studentesche

15 novembre 2013: revocato lo sciopero a Milano (c'è la partita della nazionale), non la mobilitazione degli studenti di tutta Italia. Obiettivo? Manifestare, ovvio. Protestare, certo. Ma anche tentare di aprire un dialogo con il Governo Letta.

I dettagli della protesta sono raccontati dalla Rete della conoscenza.

A Roma, uno striscione della Rete degli Studenti Medi e dell'Udu è stato esposto al Ministero della Pubblica istruzione. Le manifestazioni di protesta si tengono in tutta Italia.

Al movimento studentesco si è sempre guardato, negli ultimi vent'anni, con un atteggiamento di interesse misto a sufficienza e, per qualcuno, a speranza, anche se le varie mobilitazioni, colpevole una politica sorda e priva di attenzione per il paese reale, non hanno mai portato a grandi risultati, se non a far parlare di questo o quel corteo, se non a sporadici interessi mediatici per l'Onda e a morbosa attenzione per i fatti di cronaca e gli eventuali scontri, che annichiliscono tutto il resto.

Eppure, le richieste che vengono esplicitate dalla Rete della conoscenza appaiono del tutto condivisibili almeno da una parte politica, se non addirittura di buon senso. Eccole:


    1) Democrazia: non vogliamo più leggi di stabilità decise dalla Troika e senza forme di consultazione della popolazione
    2) Istruzione: rifinanziamento dell’istruzione e del diritto allo studio, ridando i soldi tagliati dal 2008 in poi e riducendo le spese militari
    3) Lavoro e Precarietà: sblocco del Turn Over per ridare qualità a scuole e università e un futuro lavorativo alle giovani generazioni e introduzione di forme di reddito e di strumenti che garantiscano l'autonomia sociale degli individui
    4) Casa: aumento della tassazione delle grandi proprietà e dello sfitto, esenzione del TRISE per gli studenti fuori sede e i precari, blocco degli sfratti e piano straordinario di riutilizzo degli immobili dismessi
    5) Welfare: cancellazione dei tagli alle regioni e finanziamento ai trasporti e al diritto allo studio tramite il blocco delle grandi opere inutili come il Tav in Val di Susa.

Il Governo Letta ascolterà la protesta? Risponderà? Impossibile saperlo. Nel frattempo, però, gli studenti provano a lanciare il loro ultimatum.

Non si può non notare, perlomeno, che le manifestazioni non sono notizia di apertura per nessuno, nel mondo giornalistico "mainstream" (o presunto tale).

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Ultimatum al governo: il video

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Ultimatum al governo: il testo

Avevate promesso politiche per il futuro dei giovani, investimenti in scuole e università, nuovi posti di lavoro e l’uscita dalla Crisi. Tutte menzogne. Con questa Legge di Stabilità continuate a condannare un’intera generazione all’invisibilità. Il blocco del Turn-over nega la possibilità a larga parte della nostra generazione di accedere al lavoro e continua a dequalificare scuole e università.

Chi pagherà la vostra abolizione dell’IMU sostituita dalla TASI? Chi ci rimetterà dal taglio di un miliardo di euro alla sanità e dai 500 milioni di euro sottratti alle regioni? Chi subirà le politiche xenofobe e l’economia di guerra che continuate a finanziare?

Le politiche di austerità portate avanti dal Governo delle Larghe Intese sacrificano le esigenze sociali della popolazione e sospendono la democrazia per ubbidire ai dettami della troika. Avete scelto di essere deboli coi forti e forti coi deboli.

A subire le misure che oggi sono al vaglio del Parlamento ci saranno infatti migliaia di giovani e studenti fuorisede, costretti a pagare affitti altissimi con contratti a nero. Per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, state svendendo la nostra salute, il nostro patrimonio pubblico, le nostre borse di studio, il nostro welfare. State rendendo invivibili le città e impossibili le vite di migliaia di pendolari, precari, fuorisede.

La nostra generazione non è muta, è la politica che è sorda.

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Centomila studenti hanno invaso le piazze di tutta Italia l’11 ottobre per dire che era scaduto il tempo per i giochi di palazzo, i processi di Berlusconi e questo continuo clima da campagna elettorale. Il 12 e il 19 Ottobre centinaia di migliaia di persone si sono mobilitate contro l’attacco ai diritti e contro le politiche recessive che continuate a propinarci, politiche che vogliono rafforzare un modello di sviluppo oramai insostenibile per l’ambiente e per le nostre stesse vite.

Le decisioni che in questi anni avete preso sopra le nostre teste con la scusante dell’emergenza economica hanno prodotto una vera e propria sospensione della democrazia. Le vostre scelte impopolari hanno messo sotto ricatto milioni di persone e con la stessa forza hanno respinto tantissimi migranti, che guardavano ai territori europei nella speranza di una vita migliore.

Vogliamo riscattare le nostre vita e quella di chi come noi vive ai margini della società. Respingiamo la vostra austerità a partire dalle mobilitazioni per il diritto alla casa, allo studio, alla salute che stanno prendendo vita in questi giorni.

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