Di Pietro "sfida" il Colle e nella Regione Marche l'Idv sostituisce la foto di Napolitano con quella di Falcone e Borsellino

Antonio Di Pietro

Ci va giù sempre pesante, Antonio Di Pietro. Anzi, più si sente stretto, messo all’angolo, isolato, e più il leader dell’Idv alza i toni, bombardando dove più gli fa comodo, anche il Colle, sostenendo che Napolitano sta “tradendo” la Costituzione riferito alle telefonate con Mancino per il ricorso alla Consulta rinfocolando le polemiche sull’inquietante nodo delle trattative Stato-mafia e via discorrendo.

Di Pietro ribadisce che l’iniziativa di Napolitano è un tentativo di imporre una «ragion di Stato» che impedisce di «accertare la verità». La prendono male in molti, in particolare nel Pd, ma quelli dell’Idv traducono le frecciate dell’ex Pm in atti … costituzionali come nelle Marche, dove la vice presidente del Consiglio regionale Paola Giorgi (Idv) toglie la foto di Giorgio Napolitano dal proprio ufficio in Regione e la sostituisce con quella dei giudici Falcone e Borsellino.

Una forzatura, oltre che una azione sconsiderata e il Pd che con l'Idv fa parte della stessa maggioranza, reagisce indignato chiedendo le dimissioni della Giorgi. Nelle Marche, dove il Pdl è debole e la Lega inesistente e dove il Pd guida una maggioranza cha va dall’Idv all’Udc, nessuno vuole più esportare questo modello di alleanza politica. Anzi, qui e altrove, anche nei vertici del Pd romano, si dice che Di Pietro ha passato il segno e che con l’Idv non c’è nessuna alleanza da fare, tanto meno alle prossime politiche.

Tocca ad Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, lanciare l’attacco:

«Non so se Di Pietro si rende conto che in questa fase attaccare il Presidente, che è stato l’ancora di salvezza dell’Italia anche rispetto alla comunità internazionale, non è una mossa da leader politico ma da incendiario. Da chi ritiene che assecondare le spinte populiste può portare a casa un bottino personale di tipo propagandistico, costi quel che costi. Purtroppo, in un momento in cui alle forze politiche è richiesta generosità per garantire la tenuta democratica e sociale del paese, Di Pietro non è il solo a fare queste scelte irresponsabili».

Nel Pd sono certi che di Pietro ha già fatto scelte di altro genere per le prossime elezioni, per cui tanto vale lasciarlo al suo destino. Scrive Pietro Spataro su l’Unità:

“Il motivo di questa scelta è politicamente abbastanza chiaro: un tentativo, per la verità un po’ maldestro, di ottenere più visibilità e di occupare quello spazio che finora era proprietà esclusiva di Grillo”.

Cosa non si fa per poter raccattare qualche voto in più! Ma dopo il voto ci sono le alleanze e Di Pietro, tagliando tutti i ponti, rischia davvero di rimanere nel suo “splendido isolamento”. Cui prodest?

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO