Grillo:"Ci hanno preso per il cul*. Governo deciso prima delle elezioni"


Beppe Grillo

non poteva scegliere giorno migliore per scagliarsi contro il governo delle larghe intese: la Ue ha bocciato la legge di stabilità, dunque l'Italia non avrà accesso alla clausola per gli investimenti.
Scrive il comico sul suo blog:"Ci hanno preso per il culo. Hanno solo sostituito Monti con Letta per proseguire la politica di asservimento alla BCE e ai poteri finanziari. Non potevano dirlo in campagna elettorale e neppure subito dopo. Per questo hanno messo in atto la messinscena della richiesta di appoggio al pdmenoelle da parte del M5S con l'aiuto dei paraculi dei giornalai di regime. Per non essere lapidati, ma hanno solo guadagnato tempo".

Grillo non usa mezzi termine per definire l'esperienza del governo Pd-Pdl, fortemente voluto da Giorgio Napolitano, apostrofato "pdmenoellino ad honorem". La politica del rigore e delle tasse, nata da una perversa alleanza tra capitale finanziario e istituzioni europee, non poteva che essere sostenuta da un governo di "inciucio", "deciso PRIMA delle elezioni".

La ricostruzione del leader penatastellato sulla genesi dell'esecutivo in carica differisce non poco da quella di Bersani, che ha sempre dichiarato di aver fatto un tentativo serio di coinvolgimento del Movimento 5 Stelle al governo. Tale ipotesi è stata sostenuta anche da Enrico Letta nei giorni scorsi, ma Beppe non è assolutamente di questo avviso: "Nessuno ha mai chiesto al M5S di partecipare al governo, come ha ammesso pubblicamente Bersani. Ci hanno preso per il culo".
A suffragare la tesi di Grillo, è arrivata anche una frase al vetriolo di Pippo Civati. Scrive il candidato alle primarie del Pd sul suo blog: "Mica potevamo dirlo subito che andavamo con Berlusconi. Io non ho parole".

Dopo la bocciatura europea, il governo è in seria difficoltà. Non ci sono solo le critiche durissime di Grillo, che alle elezioni europee potrebbe ripetere un ottimo risultato, ma anche i falchi berlusconiani (Brunetta in testa). Un governo che in prospettiva non potrà operare nuovi investimenti e rilanciare una politica di sviluppo potrebbe legittimare nuovamente Berlusconi a riproporre la sfiducia. Ovviamente prima del semestre europeo presieduto dall'Italia.

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