Scelta Civica verso la scissione: i "popolari" lasciano l'assemblea

L'ala liberale che vuole l'appoggio incondizionato al governo Letta prepara un nuovo soggetto


Nelle stesse ore in cui si fa sempre più concreta l'ipotesi di scissione del Pdl, un altro partito rischia di implodere: è Scelta Civica, che dopo le dimissioni di Mario Monti doveva decidere il futuro del movimento. Futuro che a questo punto percorrerà strade diverse: da una parte Scelta Civica con i montiani, dall'altra i "Popolari" e gli ex Udc capeggiati da Mario Mauro e Pierferdinando Casini.

L'assemblea di questa sera praticamente non è neppure iniziata, perché la presidenza del partito, affidata ad Alberto Bombassei dopo le dimissioni di Monti, non ha accolto all'ordine del giorno le modifiche allo statuto del partito proposte dall'ala dei popolari. A questo punto diversi esponenti dell'area hanno abbandonato l'assemblea, e tra loro anche il capogruppo alla Camera Lorenzo Dellai.

Dura la reazione di Bombassei, che ha denunciato "le manovre di un partito che avrebbe dovuto essere un nostro alleato e che invece non ha perso occasione per attaccare noi, il nostro movimento e la figura del nostro leader", riferendosi ovviamente all'Udc di Casini, che dopo aver sfruttato il traino di Monti alle elezioni di febbraio, ha cominciato un'opera di logoramento per superare SC e arrivare a un nuovo soggetto.

Soggetto, che ha come guida Mauro, Casini e Andrea Olivero, che dichiara di porsi nel solco del Ppe e che, in sostanza, si distingue dal resto del partito per la volontà di appoggiare senza se e senza ma il governo Letta, nella prospettiva di arrivare a un soggetto unico con i fuoriusciti governativi del Pdl per un nuovo polo moderato.

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