Pdl e Centrodestra a pezzi. Anche l’Italia

Dai vari scenari interni e internazionali che si accavallano nelle ultime ore, l’Italia esce a pezzi. Iniziamo dal governo delle larghe intese, bocciato dall’Unione europea, cioè dal suo promoter più significativo.


Bruxelles segna con il lapis rosso la Legge di Stabilità, il provvedimento più importante dell’esecutivo, l’impalcatura per fermare la crisi e dar fiato alla ripresa. Una sberla a freddo, diretta in primis proprio a Letta (già sui carboni ardenti per la rogna Cancellieri-Ligresti) e al Pd, paladini dell’Europa, oggi sotto il tiro delle opposizioni e del Pdl, che hanno buon gioco nei rispettivi tatticismi legati soprattutto a questioni interne di partito e a logiche prettamente elettoralistiche.

La sintesi in … negativo è quella di Matteo Salvini, candidato alla segreteria della Lega Nord: "L'Europa sputtana se stessa. Il governo Monti prima e quello Letta poi, sono creature dell'Europa e camerieri di Bruxelles, perché fanno esattamente quello che ha chiesto l'Ue a partire dal massacro delle pensioni. Fanno il gioco delle tre tavolette tra Roma e Bruxelles". Intervistato da Affaritaliani.it, Salvini rilancia: "La soluzione è l'indipendenza, dobbiamo ridiscutere i trattati Ue e se serve anche uscire dall'euro e dall'Unione europea. Alcuni stati europei stanno bene e sono in piena crescita senza essere in questa unione che è come l'Unione Sovietica".

Chi sostiene il governo, con i tre partiti della maggioranza delle larghe intese totalmente assenti, in ben altre faccende affaccendati? Il quadro, oltre che desolante, è foriero di nuove turbolenze, forse vere e proprie tempeste.

A parte il Pd, chiuso nelle solite beghe delle primarie e dei congressi, è il centro-destra che implode. Si consuma traumaticamente il divorzio fra montiani e Casini in Scelta Civica, con i Popolari che lasciano il meeting nazionale fra grida e insulti.

E soprattutto va a pezzi il Pdl, con il via a una storica scissione che rappresenta il colpo più duro subito da Berlusconi negli ultimi 20 anni. Alfano &C non aderiscono a Forza Italia, dando vita al “Nuovo centrodestra” , una folta pattuglia di deputati e senatori in grado di consentire la tenuta del governo e di rendere vano l’assalto a Letta che oggi il Cav ufficializzerà a Roma con il plauso dei “Lealisti”, irati contro i governativi, bollati come “Traditori!”.

Volano gli stracci, e non su divergenze ideologiche o su linee alternative per il futuro dell’Italia e del mondo: sputi e sberleffi solo per nodi e questioni personali e di potere. Fatto sta che il quadro politico muterà sensibilmente, forse un boomerang per Berlusconi, ma indubbiamente un indebolimento dello stesso governo.

Tutto ciò dentro i drammi del Paese reale, con le famiglie che non arrivano a fine mese, con le aziende che falliscono a ritmo di record, con lavoratori e imprenditori portati addirittura al suicidio da una situazione insostenibile. Non fanno notizia gli scioperi, le manifestazioni di questi giorni dei sindacati, se non quando la polizia carica le componenti più facinorose degli studenti. Ma la protesta si allarga e forse si svilupperà fuori dai confini sindacali, quindi fuori dalla legalità.

"Il governo non vuole dare risorse a lavoratori e pensionati, siamo l'unico paese europeo dove aliquota Irpef è più alta delle rendite finanziarie". A dirlo è il segretario della Cgil Susanna Camusso al comizio di Milano in occasione dello sciopero generale di quattro ore. "Il Paese è allo stremo e ha bisogno di risorse. La cosa più gentile che possiamo dire sulla legge di Stabilità - aggiunge - è che è in continuità con il passato di questi anni, col risultato che staremo ancora peggio". Chiaro?

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