Consiglio Nazionale di Forza Italia: Berlusconi torna al 1994

La diretta del Consiglio Nazionale di Forza Italia

C'è spazio anche per il momento amarcord: Berlusconi torna sul palco e rilegge il discorso, fatto a braccio, del febbraio 1994 nel quale elencò i principi che guidavano il suo movimento politico.


Sempre molto stanco Berlusconi ha riletto l'intero discorso, congedando il Consiglio Nazionale con il grido "Viva Forza Italia".

La votazione

E' il momento della votazione del leader di Forza Italia. Dalla sala urlano "acclamazione!" ma Brunetta ferma tutto, con Berlusconi che è tornato sul palco. Il capogruppo alla Camera chiede di votare il documento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 25 ottobre scorso.

Brunetta chiede prima gli astenuti, ma nessuno alza il badge. Così come i contrari.

I favorevoli si sono infine alzati tutti insieme, urlando e inneggiando a Silvio Berlusconi: di fatto un'altra elezione per acclamazione.

"Ritengo all'unanimità dei presenti e votanti, il documento viene dichiarato approvato. Viva Forza Italia."



L'intervento di Brunetta

Berlusconi ha concluso il suo comizio stanchissimo, provato da oltre un'ora di oratoria durante la quale ha spaziato dal regolamento del Senato alla Costituzione, dalla storia della magistratura italiana al 'Libro nero del comunismo', fino a illustrare negli ultimi 3 minuti la nuova Forza Italia, una sorta di franchising politico da diffondere in tutto il territorio nazionale.

La nascita del Club Forza Silvio e delle Sentinelle del Voto sono la novità maggiore introdotta da Berlusconi: la prima in verità già esistente, le elezioni europee del 2014 saranno sicuramente il banco di prova di queste "sentinelle" che, oltre ad essere presenti nei seggi, dovranno (ha spiegato a grandi linee Berlusconi) stilare delle vere e proprie liste di elettori: quelli "inguaribili", elettori di sinistra, quelli "loro" e gli indecisi, al fine di improntare le campagne di propaganda politica in modo più aggressivo e agguerrito.

Silvio Berlusconi ha concluso il suo intervento, dicevamo, provato nel fisico: gli ultimi secondi qualcuno ha certamente pensato che stesse per svenire, capitò già qualche anno fa, e per questo motivo un addetto alla sicurezza si è avvicinato all'ex premier per sincerarsi che concludesse il discorso senza problemi, tenendolo per un braccio e suggerendogli di bere dell'acqua. Anche Renato Brunetta si è avvicinato a Berlusconi, prendendo poi la parola.

Brunetta ha, presumibilmente, concluso l'intervento che avrebbe voluto concludere Berlusconi con il classico gioco delle domande al pubblico: il capogruppo alla Camera del Pdl ha annunciato che Forza Italia sarà guidata, per acclamazione ("No, assolutamente no" dice Brunetta), dallo stesso storico leader: Silvio Berlusconi.

L'intervento è stato accolto dall'inno storico di Forza Italia e da una standing-ovation.

Il discorso di Berlusconi

12:46 - Ecco il motivo della convention (standing ovation):


"Perchè Forza Italia? Perchè siamo inguaribili ottimisti e ci riproviamo ancora, vogliamo una nuova primavera, la resurrezione di un nome che abbiamo nel cuore. Procederemo così: prima con le strutture che continueranno a lavorare, come fatto finora, tenendo le porte più aperte di quanto non le abbiano tenute. [...] Abbiamo una grande colpa che deriva dal sistema di voto: prima con le preferenze gli eletti dovevano mantenersi gli elettori e lavoravano, venerdì, sabato e domenica, per e con gli elettori. Noi siamo stati nominati, messi in un elenco: quasi tutti pensiamo che sabato e domenica sia bene andare in vacanza; credo che la situazione del Paese imponga che tutti comincino a lavorare sul territorio. Abbiamo pensato di tornare a quello che facemmo nei primi tre anni di Forza Italia, di ritornare ai "Club": il nome non sarà più legato a Forza Italia ma Club Forza Silvio. Divideremo il territorio in zone affidate alla responsabilità dei parlamentari e dei consiglieri, che dovranno nella loro zona far sorgere i club, anche nei piccoli paesi, e verificare l'attività dei club.

Quale attività? La promozione dei nostri valori e delle nostre idee ma la finalità più importante sarà di identificare le "sentinelle del voto": 4 persone per ogni sezione elettorale che sappiano contrastare dialetticamente la sinistra. Questi ci hanno portato via 1,6 milioni di voti. Le sentinelle del voto potranno fare i raggi X agli elettori di ogni sezione, dividendoli in elettori di sinistra, in elettori nostri e in indecisi. A loro comunicheremo via internet e costituiremo un centro nazionale per dare ai club l'input per le diverse iniziative. Infine vorremmo che anche i club facessero del volontariato."

Berlusconi ha concluso il comizio stanchissimo, provato, con i membri dello staff che gli si sono avvicinati, sul finire, per sorreggerlo e consigliargli di bere dell'acqua.


12:38 -


"Sulla mia decadenza c'è stat fretta assoluta: il Pd ha voluto che il voto nella giunta delle elezioni si compisse in pochi giorni. Perchè? Non lo abbiamo capito, a meno che non vogliano portare l'8 dicembre la testa del leader del centrodestra su un piatto d'argento.

Applicano la legge Severino, votata diversi anni dopo i fatti che contestano, retraoattivamente. E' la negazione di un principio giuridico. [...] E' stato cambiato il regolamento del Senato: non voto segreto, come è sempre stato in Senato per un voto sulla persona.

Sono personaggi che calpestano la legge, come li chiamereste? Io li chiamo fuorilegge."

12:35 -


12:31 - Dopo in panegirico sui soviet che la magistratura vorrebbe portare al governo, il libro nel del comunismo, le paure snocciolate dal palco come verità rivelate, Silvio Berlusconi parla di libertà a rischio:

"E' come una corda tesa che si corrompe, si sfilaccia, fino a non esistere più. Preoccupiamoci, perchè soltanto se tutti insieme arriveremo ad un risultato elettorale ad essere un partito che ha la maggioranza noi potremo fare una riforma della giustizia e difendere così la nostra libertà. La difesa della libertà è l'attività più entusiasmante che ci possa essere. [...] Libertà dall'oppressione burocratica, fiscale, giudiziaria, economica (per difendere il libero mercato). [...]"


12:21 -

"Pensavano di aver dato il Paese in mano alla sinistra ma ci fu uno sciagurato che non voleva questo. Questo signore conosceva il comunismo da quando aveva 12 anni, avendo avuto l'avventura di avere un sacerdote fuggito dalla cortina di ferro che raccontava ciò che realmente avveniva nell'Unione Sovietica. [...] Consiglio, anzi impongo, di riprendere e rileggere il 'Libro nero del comunismo'."

12:25 -


"Nel 1989 il Parlamento decise di affidare alle procure la Polizia Giudiziaria: le procure hanno così un piccolo esercito di uomini, che dipendono per la loro carriera e retribuzione, unicamente dalla firma dei procuratori: sono quindi uomini iperfedeli ai procuratori. Nel 1992 i parlamentari cancellarono l'articolo dell'immunità, quell'art. 68 della Costituzione. Cosa è successo dopo questi cambiamenti? Mani pulite."

12:18 -


"Magistratura Democratica afferma di avere una precisa missione: parte dall'assioma per cui il popolo ha diritto alla democrazia e la democrazia può essere garantita al popolo solo se la sinistra è al potere. Qual'è il compito della giustizia allora? Adoperarsi affinchè ci sia una sinistra al governo contro il capitalismo borghese, ed ecco che viene necessaria l'interpretazione del diritto in modo alternativo."


12:15 - Silvio Berlusconi parla di "privilegio medioevale" quello della magistratura, sul giudizio e sull'immunità.


"Magistratura non dipende dal governo, dagli elettori. [...] Altrove non è così: da noi i padri costituenti hanno ritenuto che non dovesse accadere, ma hanno posto limiti nell'art. 68, che riguarda i parlamentari. Nella magistratura si è formata una corrente di sinistra nel 1968, Magistratura democratica, una parte legata all'ordotossia PCI e un'altra agli extraparlamentari di sinistra. La magistratura ha imparato da Togliatti la lezione di Gramsci: il sistema della conquista delle "case matte" del potere. [...] A poco a poco Magistratura Democratica ha fatto questo lavoro, conquistando l'Anm, il Csm, tutte le posizioni interne alla magistratura: oggi i giudici italiani devono per forza andare d'accordo con Magistratura Democratica, che poco a poco ha trasformato questo ordine dello Stato, una casta formata da impiegati dello Stato circondata da aureola di sacralità, in contropotere dello Stato in grado di tenere sotto il potere esecutivo e il potere legislativo, eletti dai cittadini."

12:09 -


"Dopo questo catastrofico evento dell'antipolitica noi ci troveremo nella situazione o di tornare all'alleanza con il PD, ma con l'esperienza avuta non credo sarà possibile, come non credo che il PD vorrà più fare le larghe intese. Si tornerà al tentativo di Bersani, ricevendo insulti, di fare l'alleanza Pd-M5s. Grillo non è aperto verso la sinistra ma deve fare i conti con i suoi, in Parlamento lo vediamo tutti i giorni, l'80% dei suoi sono di sinistra, addirittura di estrema sinistra: vengono dai centri sociali, dai notav, sempre su posizioni giustizialiste. Se dovesse accadere che il prossimo governo fosse di grandi intese PD-M5s, giustizialismo+giustizialismo, molti di noi non potranno più vivere in Italia e saranno costretti a espatriare.

C'è una soluzione: unire i moderati e farli votare tutti per Forza Italia.


12:06 -

"Noi italiani non abbiamo ancora imparato a votare. Per 50 anni abbiamo dato vita a un sistema di partiti di cinque partiti insieme, che non riusciranno mai a trovare alcun accordo.

Riforma della burocrazia, del fisco, della giustizia: quei governi hanno vivacchiato, ne cadeva uno ogni 11 mesi e, per via di continue elezioni, per far contenti gli elettori si faceva crescere il debito pubblico che noi ci siamo ritrovati. Adesso, con la nuova legge elettorale, abbiamo sofferto questa situazione: noi, quando abbiamo vinto, abbiamo promesso una piena, completa, rivoluzione liberale. Qualcosa abbiamo fatto ma non siamo riusciti a fare le riforme più importanti, a partire da quella della giustizia. Io mi incaricai, con Castelli, di una riforma della giustizia ma Casini, Fini e Follini lo impedirono. [...] I piccoli partiti nelle coalizioni non ragionano guardando all'interesse di tutti ma guardano al loro particolare, che si identifica sempre con ambizione politica del loro piccolo leader. E' difficile puntare a modernizzazione dello Stato se non si cambiano i sistemi elettorali. [...] La legge elettorale non è una brutta legge: la Corte Costituzionale il 3 dicembre dirà la sua, potrebbe indicare una correzione della legge mettendo un target del 42% da raggiungere per un premio di maggioranza."

12:02 -


"La BCE deve fare la banca, costituendo un muro di banconote contro la crisi economica."

12:00 -


"Noi utilizziamo l'Euro che è una moneta straniera, come l'Argentina con i dollari prima del default. Le altre economie hanno mantenuto la sovranità monetaria, stampano moneta. Dovremmo farlo anche noi: abbiamo convissuto con un inflazione anche al 20%. Un punto, due punti, di inflazione non costituiscono un rischio per l'economia ma a volte sono addirittura un lievito. La stessa cosa la fanno le economie più forti."

11:58 - Berlusconi ha parlato dell'austerità e dell'Europa, chiedendo di cambiare la mission della BCE:

"Dobbiamo chiudere con la politica di austerità che premia soltanto la Germania, denunciata per la prima volta dalla Commissione Europea: quest'anno ha avuto un surplus commerciale di 20 miliardi e 400 milioni. Gli altri si impoveriscono, la Germania si arricchisce. [...] Ricordo l'imbroglio dello spread: è successo che a Germania e Francia dava fastidio questo signore (indica se stesso, ndr). Dava fastidio perchè aveva l'esperienza di dire no a molte proposte che apparivano a me insensate: Merkel e Sarkozy volevano imporre a nostre aziende e auto restrizioni sulle emissioni, nonostante Stati Uniti, Cina, India e grandi economiche dicevano di no. Facemmo una battaglia e naturalmente da questi scontri Sarkozy e Merkel uscirono sconfitti. Ci fu la Tobin Tax, dissi: "si può dire di si se tutti i paesi europei la adottano, compresa la Svizzera." Questa proposta l'hanno portata al G20 di Cannes, respinta tra le risate di tutti con in testa il Presidente Obama; bene, il signor Monti, che ha fatto una politica in ginocchio con la Germania, ha fatto approvare dal Parlamento la Tobin Tax. [...] Oltre a questo c'è il fiscal compact: un moloch da imporre a tutti i paesi, la riduzione del debito pubblico.

Ricordo bene: si chiese a tutti i paesi di rientrare entro il 60% del debito sul Pil. Avremmo dovuto diminuire il debito pubblico di 45-50 miliardi l'anno, cosa impossibile, da sottrarre all'economia. Ne discussi, montava il nervosismo, e decisi di interporre il veto: fu sospesa la discussione. Incontrai i ministri finanziari d'Europa, mi impuntai, facendo presente due situazioni: l'Italia ha un debito, allora, di 1162 miliardi, e avevamo una percentuale del 127% del debito-Pil. Quei 2000 miliardi di debito dovevano essere guardati pesando all'attivo, tra 8 e 9 mila miliardi. Dedussi: "la nostra economia è l'economia più solida della zona euro subito dopo la Germania". Secondo: il rapporto deficit-pil; la Commissione ha un sistema cervellotico per calcolare il Pil, calcolano solo quello emerso: noi siamo in una condizione per cui il sud ha un importante Pil sommerso. Non ce ne vantiamo, ma è Pil anche quello: sono persone che lavorano e consumano, non entrano soldi all'erario ma esistono: se noi, superando la norma cervellotica, aggiungessimo Pil emerso e Pil sommerso, la percentuale sarebbe scesa sotto il 100% del rapporto deficit-Pil.

Stilammo norme aggiunte alla delibera del Consiglio in serata: quanto il fiscal compact tornerà in auge il nostro governo avrà un fondamento incontestabile per discutere in Europa. Con quelle norme non pagheremo 45 miliardi ma 15, qualcosa di sostenibile."

11:49 - Secondo Berlusconi il futuro competitivo dell'Italia è verso est, con i Balcani, fino all'oriente cinese. L'ex presidente del consiglio ha proposto il modello albanese come virtuoso per imprese e tasse:

"In Albania mi chiamano maestro."

Parlando della Cina, ha descritto il miracolo economico enorme dell'economia cinese.

"Sappiamo che la nostra economia da vent'anni non cresce. L'ultimo bilancio in attivo è firmato da Quintinio Sella. [...] Non è detto che gli Stati non possano fare debito pubblico: come il Giappone. Conoscete i dati sulla produzione, sui consumi, in caduta. Sappiamo che siamo su un percorso di decadenza, come anche lo sono altri paesi europei con l'eccezione della Germania: abbiamo degli handicap rispetto agli altri. Una macchina dello Stato che ci costa 8.000 miliardi di euro, dato superiore a un terzo alla media europea, abbiamo un debito pubblico elevato, arrivato al 143%, un sistema logistico inferiore del 50% a Francia, Spagna, Germania, paesi con cui siamo in competizione, abbiamo un costo energetico del 42% in più rispetto alla Francia e altri paesi. Abbiamo una giustizia civile, ho vergogna a dirla, vicina al Gabon, al 126esimo posto nelle classifiche internzionali, della giustizia penale non ne parliamo nemmeno. Abbiamo un indice della libertà economica al 90esimo posto nelle classifiche internzionali."


11:38 -


11:38 -

"Già dormivo poco per altre ragioni, questa notte non sono riuscito a dormire per niente. Anche il nome mi sembra poco efficace, pensando a chi lo compone: avevo suggerito, scherzando, siccome c'è "Fratelli d'Italia" un nome come "Cugini d'Italia", per restare in famiglia. Volevo raccomandarvi di non fare alcuna dichiarazione nei loro confronti: questo gruppo, anche se apparirà come un sostegno alla sinistra, al PD, dovrà poi far parte della coalizione dei moderati: dobbiamo comportarci con il Nuovo Centrodestra così come ci comportiamo con la Lega e con Fratelli d'Italia."

11:36 -

"Abbiamo avuto dalle agenzie una notizia che ci ha dato dolore: il fatto che si sono, anzi erano già, riuniti e hanno dato vita a un gruppo diverso nel Senato e hanno pronto un nome che si chiama Nuovo Centrodestra."

11:34 -


"Ci sembrava che la nostra posizione di assoluta responsabilità dovesse essere premiata da un comportamento di normalità tra alleati, ma sapete cosa hanno intenzione di fare. E' difficile pensare che si possa stare alleati o sedere allo stesso tavolo in Consiglio dei Ministri con qualcuno che vuole UCCIDERE politicamente il tuo leader. Come minimo una decisione di questo tipo va presa non da pochi protagonisti, ma dall'intero Consiglio Nazionale. Avevo ripetutamente fatto presente che in questo momento, dopo la decisione di 23 nostri parlamentari, noi non siamo in grado di far cadere il governo: il M5s ha diversi senatori che fruiscono da solo sette mesi di questa condizione sociale, di questo titolo di nobiltà, più 14mila euro al mese, certamente non sarebbero stati disposti a perdere tutto questo. Ci sono 20 nomi di componenti M5s che hanno garantito la fiducia al governo. Al massimo ci saremmo messi fuori, non essendo più parte della maggioranza."

11:31 -


"Per quanto riguarda la possibile decadenza del Presidente Berlusconi dal Senato, ogni decisione viene rimessa ad un nuovo Consiglio Nazionale previa convocazione dell'Ufficio di Presidenza." Mi sembra che fosse una cosa assolutamente logica. [...] Siamo entrati nella coalizione con grande senso di responsabilità, dopo le elezioni abbiamo pazientemente atteso che il PD si facesse dire di no dal M5s. alla fine sono venuti da noi, abbiamo accettato di avere soltanto 5 ministri sulle 23 presenze, volevamo sederci a un tavolo per scrivere assieme un programma particolareggiato, ci è stato solo consentito di inserire nel discorso del Presidente alle Camere per la fiducia i nostri cavalli di battaglia in campagna elettorale: l'imposta sulla casa, [...] non aumentare l'Iva che invece è stata aumentata [...] e infine abbiamo voluto elencare con precisione cosa c'è da cambiare in Equitalia. [...] Su Equitalia grazie a Daniele Capezzone siamo riusciti a introdurre quasi tutte le modifiche che volevamo."

11:25 -

"Ci sono state delle differenze, delle distanze tra le persone. Si è creata un'atmosfera grigia, si sono rincorse le agenzie di uno o dell'altro schieramento, alcune volte con offese a cui si è replicato con altre offese: a loro giudizio la situazione non permetteva di continuare con un lavoro comune. Mi sono speso per evitare che questo accadesse. Ieri con i cinque ministri eravamo arrivati ad un accordo, salvo che hanno chiesto come fatto imprescindibile, che ieri sera si riunisse l'ufficio di Presidenza. abbiamo opposto due ragionamenti: l'ufficio di PResidenza, da regolamento, va convocato con almeno 24 ore di anticipo per registrare la presenza di tutti i componenti. E poi non c'eran bisogno di ulteriore passaggio in ufficio di Presidenza, ma sarebbe bastato far conoscere modifiche a membri del Comitato Nazionale.

Ho qui le aggiunte sulle quali sembrava ci fosse accordo."


11:23 -

"Abbiamo fatto una verifica: Popolo della Libertà non funziona, questo acronimo, PDL, non comunica alcuna emozione. Sono felice che attraverso tante decisioni in tutta Italia siamo tornati a questo nome che abbiamo tutti nel cuore: Forza Italia.

Devo prima parlare della divisione di ieri che va contro la missione di unire i moderati."

11:21 -

"Ci mancano tante personalità di peso che il tempo ha allontanato da questa vita o da una partecipazione alla politica attiva: dobbaimo rivolgersi con un nuovo appello ai protagonisti della cultura, delle università, delle aziende, ai giovani, per dedicarsi a decidere il nostro comune destino. Avrete tutti visto il video di qualche mese fa, con il quale ho ritenuto di rivolgermi agli italiani dicendo: "Avete la consapevolezza di come vanno le cose nel nsotro paese? Non potete pensare che questi politici, tanto detestati additati come una classe da mandare in esilio o peggio, questi politici sono il frutto delle vostre decisioni elettorali. Anche voi siete in colpa se non avete saputo indicare una classe politica migliore, se non siete disposti voi a scendere in campo."

11:20 -


"Siamo qui per ratificare attraverso questo Consiglio Nazionale la dipartita nostra dal Popolo della Libertà, che rimane come nome che potremo usare come coalizione dei moderati, e Forza Italia, che da tanto tempo avevamo nel nostro cuore. Sono successe alcune cose che ci hanno spinto in questa direazione: nel 2007 avevamo deciso di adottare il nome di Popolo della Libertà perchè si era tentato di mettere insieme tutte le formazioni politiche del centrodestra. Abbiamo, nel tempo, ritenuto che non fosse più il caso di avere un nome nuovo. Eravamo rimasti quelli del '94."

Aggiornamento 11:15 - Sulle note dell'inno di Mameli arriva al Palazzo dei Congressi Silvio Berlusconi.

Aggiornamento 11:10 -


Aggiornamento 10:57 - Una piccola "notizia" c'è già: Annagrazia Calabria, coordinatore nazionale di Giovane Italia e parlamentare, mostra con entusiasmo il pass dei delegati su Twitter (e ci informa che la Giovane Italia confluirà in Forza Italia, sarà contenta Giorgia Meloni). Il logo però è ancora quello "vecchio" del Pdl.



10:49 -

Nel parcheggio del Palazzo dei Congressi continuano ad affollarsi sostenitori e giornalisti: ironia della sorte è arrivato un pullman bianco con la scritta 'Angelino', che ha permesso ad una delegazione di militanti di presenziale al Consiglio Nazionale. Secondo le nostre fonti il pullman è stato organizzato da un comitato vicino alla parlamentare salernitana, ed ex ministro, Mara Carfagna.

E' #Alfano il trend topic di Twitter e non #conSilvio o #forzaitalia, hashtag lanciato da Forza Italia per il Consiglio Nazionale di oggi. Silvio Berlusconi, una volta arrivato al Palazzo dei Congressi, vivrà un bagno di folla tra tutti i delegati; verranno inoltre espletate le procedure con il notaio per il passaggio da Pdl a Forza Italia ed arringherà la folla dal palco, si presume prima di pranzo.


Aggiornamento 10:30 - Tutto è pronto al Palazzo dei Congressi all'Eur di Roma per il Consiglio Nazionale del Pdl che sancirà la nascita di Forza Italia.



Per dirla con Laura Ravetto "é finito il tempo degli ornitologi": il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà, dalle 10 di questa mattina al Palazzo dei Congressi di Roma, sancirà una volta per tutte il ritorno a Forza Italia e il definitivo allontanamento dell'ex delfino del Cav, Angelino Alfano.


La notizia dell'insanabile spaccatura è arrivata ieri sera, dopo l'ultimo incontro tra Berlusconi ed Alfano:

"Non aderiamo a Forza Italia. Sono pronti i nostri nuovi gruppi autonomi che si chiameranno Nuovo centrodestra: una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Con Berlusconi siamo amici, ma no a Forza Italia."

aveva brevissimamente sintetizzato lo stesso ex segretario politico del Pdl, attuale ministro dell'interno e vicepresidente del Consiglio. Già nel pomeriggio di ieri, proprio mentre Alfano e Lupi entravano nell'androne di Palazzo Grazioli, su Facebook l'ex presidente del Consiglio Berlusconi pubblicava una lettera aperta nella quale parlava di libertà "di andarsene" di chi non fosse stato d'accordo con quanto sarebbe stato deciso l'indomani (oggi, ndr), non spiegando che le decisioni da prendere sono ben poche: vivere o morire, almeno politicamente parlando, visto e considerato il destino che è stato riservato a chi in passato ha "rotto" con il Cav.

Non solo Fini, scomparso dalla vita politica istituzionale dopo aver ricoperto il ruolo di terza carica dello Stato (ma fu così, a sinistra e per una libera scelta, anche per Bertinotti), ma anche Casini e l'Udc, fagocitati in quel mistero buffo che è Scelta Civica, e prima di lui i tanti socialisti, ex socialisti, missini e quant'altro che negli anni si sono avvicinati e poi divorziati dal progetto berlusconiano.

Così Renato Schifani alla notizia della definitiva spaccatura:

"Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni da presidente del gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Madama."

Maurizio Lupi invece, come riporta pochi minuti fa Radio Forza Italia su Facebook, ha dichiarato:

"Abbiamo deciso con grande sofferenza di non entrare in Forza Italia perchè la nostra priorità è il Paese che sta vivendo una situazione difficile e non possiamo lasciarlo in questo momento, e perchè non amiamo i partiti estremisti."

Le polemiche

Basta farsi un giro su Twitter per respirare un po' dell'aria che nelle ultime settimane devono aver respirato i cosiddetti "alfaniani" del Pdl, la corrente che uscirà da Forza Italia per aderire al nuovo soggetto politico che fa capo al vicepresidente del Consiglio. L'ironia, che sfocia spesso in leggero livore, ma anche in deciso astio da parte di alcuni militanti di Forza Italia, è onnipresente ma non mancano dure prese di posizione politiche da parte di molti esponenti del centrodestra:







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