Senato: 15 senatori Pd presentano emendamento sul reddito minimo garantito


Una parte del Pd ha presentato un emendamento alla Legge di Stabilità per introdurre il reddito minimo garantito. L'emendamento è stato depositato a Palazzo Madama da 15 senatori democratici e 2 di Scelta Civica. Un pezzo del partito del premier Letta ha evidentemente compreso che in Italia, nonostante le previsioni di un sensibile aumento del Pil, non ci saranno novità significative sul piano occupazionale nel 2015. Dunque meglio correre ai ripari e non lasciare solo a Grillo la bandiera di un salario minimo per chi si trova in difficoltà. Ricordiamo, inoltre, che il nostro paese insieme alla Grecia è l'unico in Europa a trovarsi sprovvisto di uno strumento universale di lotta alla povertà.

L'emendamento ha superato l'esame di ammissibilità in Commissione bilancio e sarà presto discusso in aula. Il primo firmatario, Francesco Verducci, si dice ottimista sulla sua approvazione e sottolinea la concretezza della proposta. Repubblica riporta una sua dichiarazione a riguardo: "Questa è una battaglia che può essere vinta, per introdurre uno strumento che può dare risposte e che potrebbe rappresentare una grossa possibilità di fare ripartire la domanda interna. Basterebbe alzare la tassazione delle rendite finanziarie dal 20 al 22%".

La proposta lanciata dai democratici è differente da quella del Movimento 5 Stelle, meno ambiziosa. Nasce da un gruppo di studio del Ministero del Lavoro e ruota introno ad uno strumento denominato Sia: "Sostegno per l'inclusione attiva". Al centro della proposta non c'è il cittadino, ma la famiglia. Riguarderebbe, infatti, nuclei famigliari che vivono sotto la soglia di povertà e che necessitano di un integrazione al reddito. Il costo complessivo del provvedimento si aggira intorno ai 7 miliardi di euro. Per ora non si è ancora ben compreso da dove potrebbe essere reperita tale cifra.

Sarà interessante osservare la reazione della componente Pd al governo. Stefano Fassina aveva già parlato di "misura demagogica" riguardo alla proposta dei 5 stelle sul reddito di cittadinanza. Per il viceministro dell'economia il costo della misura sarebbe di 30 miliardi (19 secondo i grillini), cifra troppo alta per la situazione attuale dei conti pubblici.
Siamo pessimisti su un cedimento dell'esecutivo sulla proposta della Sia. Una strada praticabile, invece, sarebbe quella della mediazione tra le proposte di 5 stelle, Sel e parte del Pd. Anche seguendo questa ipotesi, però, gli ostacoli non sarebbero pochi, visto la scarsa inclinazione dei pentastellati a rivedere le proprie posizioni di partenza.

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