La rivoluzione di papa Francesco e il gruppo curiale che l’ha sempre osteggiato

Un nuovo libro su papa Francesco, scritto da Elisabetta Piqué, vaticanista de La Nación e amica di Bergoglio da un decennio, mette in evidenza come in Vaticano ci fosse un gruppo che faceva la guerra al cardinale di Buenos Aires.

La rivoluzione di papa Francesco e il gruppo curiale che l’ha sempre osteggiato

In Vaticano per anni è stato attivo un gruppo di cardinali, vescovi e prelati che faceva di tutto per osteggiare Bergoglio e che gli facevano la guerra in ogni modo possibile. Negli ultimi due anni quest’avversione a Bergoglio si sono rafforzate e l’elezione del cardinale argentino a pontefice è stata una pesante sconfitta per questo gruppo di curiali. A rivelarlo è la giornalista Elisabetta Piqué, corrispondente de La Nación e amica di Bergoglio da oltre un decennio. Il suo ritratto di papa Francesco è contenuto nel libro Francesco vita e rivoluzione, in libreria per Lindau edizioni.

Del gruppo contrario a Bergoglio fanno parte monsignor Héctor Aguer, arcivescovo di La Plata, alcuni vescovi e istituti sacerdotali e laici, compresi alcuni professori della UCA. Chi opera nell’ombra è l’ex ambasciatore menemista alla Santa Sede, Esteban Caselli, personaggio molto controverso, che ha facile accesso ai palazzi vaticani grazie alla sua amicizia con il cardinal Sodano, al punto da essere nominato "gentiluomo" del Papa nel 2003.

Così leggiamo nel libro. Tra le vicende narrate da Elisabetta Piqué troviamo anche la notizia che Bergoglio, da cardinale di Buenos Aires, proposte come rettore dell’Università Cattolica Argentina, monsignor Víctor Manuel Fernández. Ma Roma si è sempre opposta tanto che Fernández, giunto in Vaticana per udienza fissata e con una lettera dello stesso Bergoglio, si vede non ammesso all’udienza stessa all’ultimo momento. Ma tanto monsignor Víctor Manuel Fernández che il cardinal Bergoglio sapevano (sanno) che “il tempo prevale sullo spazio”. E così è accaduto. E il primo vescovo argentino nominato da papa Francesco è proprio monsignor Víctor Manuel Fernández! Immaginiamo il livore che possa esserci stato in Vaticano…

Tra gli oppositori di Bergoglio in Vaticano ci sono l'allora nunzio in Argentina, Adriano Bernardini (oggi nunzio in Italia) e l'allora Segretario di Stato Angelo Sodano: il motivo principale del contendere tra questo gruppo e Bergoglio aveva a che vedere con le nomine dei vescovi, visto che Roma bocciava quasi sistematicamente i candidati proposti dalla Conferenza Episcopale Argentina. Un modo per dire che il modo di gestire la chiesa di Bergoglio e degli altri vescovi argentini non era “valido” e che solo a Roma sapevano cosa fosse meglio. Poi, come è noto, le cose sono cambiate e vescovo di Roma è diventato proprio quel cardinale argentino tanto osteggiato Oltretevere che sta mostrando al mondo intero come un modo diverso di essere chiesa sia possibile.

Il libro di Elisabetta Piqué contiene anche tante piccole curiosità su Bergoglio prima che fosse Francesco (come, per esempio, il fatto che sembra sia bravissimo a cucinare la paella!), come anche alcune rivelazioni sui giorni del pre-conclave, quando tra i cardinali il nome di Bergoglio diventava sempre più forte. Sul conclave, la giornalista rivela che c’è stata una votazione annullata (perché nell’urna erano state trovate 116 schede invece che 115) e quindi, invece di procedere allo spoglio, si è immediatamente proceduto a una nuova votazione, la sesta, che ha visto eletto al soglio pontificio Jorge Mario Bergoglio che ha assunto il nome di papa Francesco.

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