Caso Cancellieri: aperta un'inchiesta presso la Procura di Roma

Anna Maria Cancellieri non è indagata dalla Procura di Torino che ora ha passato gli atti ai colleghi di Roma.

Sul caso Cancellieri è stata aperta un'inchiesta senza indagati e senza ipotesi di reato presso la Procura di Roma. Si tratta di un atto dovuto dopo che la Procura di Torino ha trasmesso gli atti ai colleghi di Piazzael Clodio che sono competenti per territorio. Ora il procuratore Giuseppe Pignatone sta esaminando il fascicolo che ha ricevuto dal procuratore aggiunto del capoluogo piemontese Sandro Ausiello e domani assegnerà l'inchiesta a un sostituto procuratore e saranno decise le strategie di indagine.

Le dimissioni del ministro Cancellieri in arrivo? Procura di Torino: "Non è indagata"


Lunedì 18 novembre 2013

aggiornamento 14.02 Arriva uno spiraglio di luce per il ministro: la procura di Torino ha fatto sapere che Annamaria Cancellieri non è indagata. "Non ci sono iscritti sul registro degli indagati. E' stato tuttavia aperto un fascicolo modello K di atti relativi a fatti nei quali non si ravvisano reati allo stato degli atti, ma che possono richiedere approfondimenti, il fascicolo sarà trasferito alla procura di Roma, territorialmente competente", queste le parole del procuratore Caselli. (fine aggiornamento)

Il ministro Cancellieri vicino alle dimissioni a causa delle telefonate con i parenti di Giulia Ligresti e la sua successiva scarcerazione. La notizia arriva dall'estero, per la precisione dal Financial Times, e necessita di ulteriori conferme, ma - vista la situazione sempre più complessa e la possibilità che la procura di Torino metta il ministro sotto indagine - è un'ipotesi plausibile. Anche perché il pressing che arriva da molti settori del Partito Democratico sta mettendo in seria difficoltà chi di quel partito fa parte: il primo ministro Enrico Letta.

Le difese a oltranza e le parole del ministro, che ha più volte ribadito la sua volontà di non lasciare, assomigliano al ritornello che spesso si sente in queste occasioni e che solitamente fa da preludio alla conclusione della vicenda. Dalle parti del Pd sono soprattutto Matteo Renzi e Pippo Civati (che presenterà una mozione di sfiducia) a continuare ad andare all'attacco del ministro chiedendo un passo indietro. E dal momento che anche lo stesso Mario Monti, che ha portato Cancellieri con sé in politica, ha fatto sapere che "alcune telefonate del ministro sono state inopportune", è facile immagine che la guardasigilli veda attorno a sé solo terra bruciata.

In difesa del ministro rimangono il centrodestra, il premier e il presidente della Repubblica. Nomi di peso, certo, ma che potrebbero non bastare quando, mercoledì alla Camera, si andrà al voto di sfiducia presentato dal Movimento 5 Stelle. E dal momento che il Pd inizia a spostarsi sul fronte di chi chiede le dimissioni, la decisione di lasciare potrebbe essere l'unica che eviterebbe a Cancellieri di subire la pesante onta della sfiducia.

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