Ukip: Il magnate inglese Sykes finanzierà il partito anti-Ue alle prossime elezioni


"Paul Sykes è il peggior incubo di David Cameron". Ad affermarlo è il Daily Telegraph, che oggi ha intervistato l'importante businessman britannico. Sykes, ex sostenitore dei Tory e della lady di ferro Margaret Thatcher, ha deciso che rimetterà mano al portafoglio per sostenere il partito ultraconservatore inglese Ukip (Partito per l'Indipendenza del Regno Unito).

Il tycoon inglese ha detto di essere pronto a tutto pur di sostenere gli ideali anti-europeisti propugnati dal partito di Nigel Farage. "Voglio portare la Gran Bretagna fuori dall'Unione Europea", ha dichiarato al Daily, ed ha aggiunto: "C'è un solo partito politico che vuole stare fuori dalla Ue (Ukip). E' l'unico che gioca in casa e non spreco di certo tempo e denaro per gli altri".

Ricordiamo che il fenomeno Ukip è deflagrato alle ultime elezioni del 2013, quando ottenne il 23% (contro il 25% dei Tories). Alcuni sondaggi dicono che oggi il partito di destra abbia superato i conservatori, e questa per il premier Cameron è una pessima notizia in vista delle prossime elezioni europee.

Sebbene il Parlamento europeo abbia poteri inferiori a quelli del Consiglio, gli osservatori e i governi dell'Unione guardano con senpre maggiore preoccupazione la possibile deriva a destra alle prossime elezioni di primavera. Dobbiamo segnalare, però, che le molte formazioni conservatrici dell'Unione difficilmente potranno riunirsi sotto un'unica sigla. E' molto improbabile, infatti, che l'Ukip faccia fronte comune con Alleanza Europea per la Libertà di Marine Le Pen (Front National) e Geert Wilders (Partij voor de Vrijheid). I due sono considerati troppo estremisti. Inoltre la componente "fascista continentale" di Le Pen non sarebbe compresa dall'elettorato british. Tuttavia Wilders non perde la speranza e fa sapere a Nigel Farage che potrà esserci una collaborazione tra loro dopo le elezioni.

Le forze "populiste" europee, pur contando non poche differenze tra di loro, sono tutte accomunate dall'intento di voler riconferire agli Stati un ruolo centrale. Inoltre portano avanti politiche sull'immigrazione molto restrittive, che in alcuni casi diventano discriminatorie. Se dovessero essere la maggioranza a Bruxelles ci sarebbero ricadute politiche da non sottovalutare.

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