Elezioni politiche 2013: Sgarbi lancia il partito della Rivoluzione


Fa sul serio Vittorio Sgarbi, o almeno ci prova. Il "partito della rivoluzione" doveva essere una delle pazze idee di Berlusconi pre-ridiscesa in campo, una lista civica che assieme ad altre avrebbe dovuto ridare ossigeno al Pdl. Ora quelle idee sono andate in soffitta (e il Pdl le seguirà presto), ma il critico d'arte ha già pronto il simbolo e anche il programma del suo partito. Lo ha presentato ieri sera al Teatro Dal Verme, per la verità davanti a una folla non particolarmente numerosa. Ma è stato comunque uno show con il quale Sgarbi ha provato ad accreditarsi come anti-Grillo. Un monologo molto lungo anche perché Rosi Mauro, che era stata invitata, non si è presentata.

Il comico genovese, spiega Sgarbi, intercetta un sentimento di malcontento popolare giusto e condiviso ma, sempre secondo il critico, "non può occuparsi di risolvere i problemi dell'Italia uno che non sa neanche chi è Simone Martini". Tra un attacco ad Alfano ("si occupa solo di cacciare la Minetti") e a Maroni ("molto meglio Rosi Mauro"), Sgarbi ha tracciato a grandi linee il programma del suo partito, anche se il confine tra provocazione e verità è piuttosto labile.


No al matrimonio. Sgarbi non è solo contro i matrimoni gay, ma vuole "eliminare il matrimonio anche tra gli eterosessuali" perché "è una tragedia".

Case chiuse. I bordello di fatto sono già aperti, secondo Sgarbi, quindi tanto vale legalizzarli.

A scuola dalle 10. Una proposta che farà felici gli studenti, Sgarbi vuole spostare l'orario di apertura delle scuole di 2 ore, perché "io non imparavo nulla dalle 8 alle 10".

Reddito garantito. Qui Sgarbi attinge dal serbatoio grillino: almeno mille euro di reddito minimo garantito per tutti.

Slow food. Diffusione di uno stile di vita più sobrio, a partire dall'alimentazione con prodotti a chilometri zero per far bene all'economia oltre che alla salute.

Foto | © TM News

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