Datagate: tensioni diplomatiche tra Australia e Indonesia

Gli strascichi del datagate colpiscono anche piuttosto lontano dagli USA.

Immagini come quella che apre quest'articolo potrebbero farsi sempre più rare dopo le ultime nuove. Con il guastarsi delle relazioni diplomatiche tra Australia ed Indonesia sarà probabilmente difficile osservare il primo ministro australiano Tony Abbott accanto al presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono (detto SBY), come avvenuto in un recente incontro al palazzo presidenziale di Jakarta nel settembre scorso. Alla base delle incomprensioni tra i due paesi una delle derive di spionaggio rivelate da Snowden, secondo la quale l'Australia avrebbe messo sotto controllo alcune comunicazioni dello stesso SBY e della première dame Ani, del vicepresidente Boediono e di altri ufficiali, pesanti elementi che si aggiungo ad un clima fragilizzato da precedenti indiscrezioni sull'aiuto fornito dall'Australia agli USA per tenere sotto controllo l'Indonesia.
Secondo la televisione australiana ABC e l'edizione locale del quotidiano britannico The Guardian, i servizi segreti avrebbero preso di mira il cellulare del presidente nell'agosto 2009, durante le due settimane intorno all'attacco kamikaze che aveva fatto nove morti e intercettato almeno una conversazione.
Jakarta ha confermato le sue intenzioni di:

rivedere la cooperazione bilaterale dopo l'atto offensivo dell'Australia.

queste le parole con le quali il presidente indonesiano ha riassunto su twitter i termini della questione mentre l'ambasciatore indonesiano in Australia ritornava in patria richiamato per un consulto d'urgenza.


Dall'Australia niente scuse su questioni di sicurezza nazionale


Dopo 24 ore di No Comment il premier australiano Tony Abbott ha ammesso oggi di

sincero rammarico per tutti i disagi causati dalle recenti informazioni stampa...(a SBY, qualificandolo come) ...grande amico dell'Australia.

Senza presentare però nessun tipo di scuse formali e trincerandosi dietro la rituale ripetizione dell'interesse nazionale e della protezione della patria.

Foto by ADEK BERRY/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lepoint.fr/monde

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