M5S: “No a indennità di 180mila euro a Berlusconi se decade”

La capogruppo al Senato Paola Taverna ha chiesto che il Cavaliere non percepisca l’assegno di fine mandato.

Mentre l’Italia è in più o meno in trepidante attesa del fatidico voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore, che è fissato per il 27 novembre, il Movimento Cinque Stelle, che voterà per far perdere al Cavaliere il posto in Parlamento, si preoccupa già di una delle conseguenze che questo evento potrebbe avere.

Da sempre molto attenti agli sprechi, infatti, in pentastellati hanno fatto notare che se il leader di Forza Italia sarà effettivamente fatto decadere, avrebbe diritto a un assegno di fine mandato che nel suo caso ammonterebbe a circa 180mila euro poiché è in carica dal 1994.

Ieri, lunedì 18 novembre 2013, durante una seduta a Palazzo Madama, Paola Taverna, l’attuale capogruppo al Senato del Movimento Cinque Stelle, rivolgendosi al Presidente Pietro Grasso e ai suoi colleghi, ha detto:

«Vorrei fare una raccomandazione a lei e a quest'Aula intera. Ove il Senatore Berlusconi dovesse essere dichiarato decaduto percepirà un assegno di fine mandato pari, circa, a 180 mila euro. In altri termini, il Senato, a seguito di una sentenza definitiva per frode fiscale, dovrà indennizzare il Senatore Berlusconi di 180 mila euro, perché in carica parlamentare sin dal 1994. Sarebbe uno scandalo e una beffa inaccettabile che non può e non deve, in alcun modo, accadere e noi faremo di tutto perché ciò non accada»

Le dichiarazioni in Aula di Paola Taverna sono state riportate anche sul blog di Beppe Grillo con il titolo “L’ultima beffa di Berlusconi”, ed è stato fatto notare che il Cavaliere ha oltre il 99% di assenze a Palazzo Madama. In effetti nell’attuale legislatura si è presentato pochissime volte in Parlamento e in genere solo per questioni che in qualche modo lo riguardavano, non per votare leggi che interessano ai cittadini.

Considerato però che solitamente Berlusconi anche quando era primo ministro si sospendeva lo stipendio, è difficile pensare che incasserebbe realmente la buonuscita di 180mila euro, anche perché ciò che interessa di più al Presidente della rinata Forza Italia non sono i soldi, visto che ne ha tanti, ma il potere, mentre le assenze da Palazzo Madama mettono in risalto quando non sia realmente interessato alle discussioni sulle leggi che servono al Paese.

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