Egitto: di nuovo occupata piazza Tahrir, contestato il regime di Sisi

Oltre mille le persone in piazza, ma stasera arriveranno anche i rivoluzionari del 2011: la polizia prevede scontri tra le opposte fazioni.

E' di nuovo occupata

Piazza Tahrir, al Cairo, è di nuovo dei manifestanti. Sono in mille e stanno contestando il regime militare guidato dal generale al Sisi. Alcune persone - secondo fonti locali - sono salite sul monumento inaugurato oggi dal premier egiziano Hazem el Beblawy per commemorare le vittime della rivoluzione: hanno chiesto "giustizia per tutti i martiri" e criticato aspramente il nuovo corso del Paese.

La piazza diventata simbolo della rivoluzione egiziana contro Hosni Mubarak torna dunque a essere il luogo dove sfogare la propria rabbia ed esprimere i propri pensieri. Dopo la destituzione di Morsi, che attende il suo processo, piazza Tahrir è rimasta sempre chiusa, tranne lo scorso 26 luglio quando si svolse una manifestazione in favore del generale oggi contestato, e il 6 ottobre per le celebrazioni dell'anniversario della guerra del 1973.

E' molto probabile che le proteste in piazza proseguano anche domani, giorno in cui cade l'anniversario degli scontri in via Mohamed Mahmoud, poco lontano da piazza Tahrir. In quell'occasione, era il 2011, l'Egitto chiese la fine del regime e ci furono 50 morti negli scontri. I rivoluzionari del 2011 stanno organizzando cortei e presidi fin da questa sera e contestano il cordone di polizia e dei militari che sono chiamati a garantire sicurezza.

Manifestano anche i Fratelli Musulmani, per ricordare i martiri. Ci si prepara quindi a una contrapposizione tra sostenitori e oppositori del presidente deposto Morsi e tra fazioni pro e contro i militari. C'è poi il match di calcio, valido per le qualificazioni mondiali, tra Egitto e Ghana, e quindi la tensione è destinata ulteriormente a crescere.

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