Ore 12 - Sinistra: "down the drain"

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Berlusconi può dormire sonni tranquilli. Almeno stando a quel che è accaduto a Chianciano e a Todi. Cioè al congresso di Rifondazione comunista (parola d’ordine: ripartire da se stesso e avanti da soli) e al meeting della Fondazione Liberal (parola d’ordine del Pd, almeno quello riconoscibile in Fassino e Rutelli, spostare il Pd al centro).

Il dato politico è che la sinistra, intesa come espressione organizzata proveniente dallo scioglimento del Pci, non c’è più. Ciò che non riuscì né a Mussolini e né alla Democrazia cristiana è stato fatto da un uomo fuori dalla politica, Berlusconi, e da un partito nato da zero, Forza Italia.

La Seconda repubblica era e resta in mano al “berlusconismo”, vuoi per i non indubbi “meriti” del suo fondatore e vuoi, soprattutto, per i grandi e ripetuti errori degli avversari.

I polli di manzoniana memoria, pur beccandosi, almeno arrivarono vivi all’appuntamento con il loro destino. Questi, leader e leadership, partiti e partitini, non supereranno le prove dei prossimi appuntamenti elettorali.

L’unità della sinistra, da sempre araba fenice, assume oramai toni grotteschi. Il livello di credibilità è oramai pari allo zero. Ed è incredibile come si possa scindere ancora il “niente”, perché di “niente” è composta oggi la sinistra italiana.

L’analisi delle sconfitte della sinistra e del centrosinistra è fatta dai responsabili di quelle stesse sconfitte e quindi è viziata dalle formule trite e ritrite di una astratta politologia e da chi antepone su tutto, il mantenimento della propria poltrona.

Quindi, niente di nuovo all’orizzonte: né idee né uomini. La sinistra italiana cerca il “sol dell’avvenire” ma intanto continua a defluire “down the drain”, giù per il lavandino.

Non è la prima volta, e non solo in Italia, che la sinistra si attarda a rimirare se stessa, (o i suoi resti), mentre cola a picco. E il paese con lei.

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