Tredicesime 2012 congelate?

Non è bastata la spending review, non sono bastati i tagli, non è bastata l'imu. I conti continuano a non tornare ed è per questo motivo che secondo alcune voci il governo starebbe studiando il congelamento delle tredicesime per dipendenti pubblici e buona parte dei pensionati. Follia? L'ennesima misura che avrebbe il solo risultato di deprimere ulteriormente l'economia? Probabile, ma va ricordato che un altro stato in crisi nera, la Spagna, un provvedimento del genere l'ha già preso. Meglio quindi incrociare le dita.

L'allarme lo lancia Confesercenti, sottolineando come questa misura manderebbe i consumi in tilt - l'ultima cosa di cui il nostro paese ha bisogno - e come siano altre le voci su cui il governo deve insistere per trovare le risorse che gli servono.

Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un’ipotesi allo studio per fare cassa. Una misura di questo genere non solo potrebbe essere considerata discriminatoria e iniqua socialmente, ma sarebbe certamente un drammatico autogol economico che manderebbe i consumi in tilt, spingerebbe migliaia di imprese alla chiusura e provocherebbe la perdita consistente di posti di lavoro autonomi e dipendenti. Le 13me nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi. Circa la metà va in consumi e quindi si sottrarrebbe all'economia reale una cifra pari a 8 miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7% stimato dal Governo ad un valore negativo vicino al 2,7%.

Da qualche parte però i soldi vanno trovati, ma invece che picchiare sempre e solo sulla classe media, sarebbe - sempre secondo Confesercenti - il caso di guardare altrove:

Chiediamo al Governo di volgere altrove la scure e di tagliare in profondità spesa pubblica e costi della politica. La spending review è un inizio ma non basta. Non ascolti i partiti e riduca al minimo il numero delle province, per poi abolirle, così come va fatto per le comunità montane, oltre ad accorpare la miriade di micro-comuni e le società di servizi pubblici. Inoltre chiediamo di utilizzare tutte le risorse disponibili per avviare progetti di sviluppo, permettendo alle imprese di riprendere gli investimenti e ricreare lavoro stabile, anche attraverso la non piu’ rinviabile riduzione della pressione fiscale, che ai livelli attuali, ostacola in termini sempre piu’ stringenti gli investimenti ed il lavoro

Il problema è che province, classe politica, comunità montane, ecc. ecc. sono in grado di mettere in piedi quelle "resistenze pazzesche" che bloccano i provvedimenti, mentre la classe media può solo subire. Fino a quando non decide di ribellarsi.

Foto | © TM News

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