Spending review: le prime anticipazioni sui tagli. 32 miliardi in tre anni

Efficienza, razionalizzazione, armonizzazione. Parole d'ordine ancora abbastanza vaghe da cui passerà il risparmio per 32 miliardi in tre anni.

Spending review secondo atto: dopo il governo Monti e il tentativo del commissario Enrico Bondi è la volta del governo Letta e del commissario Carlo Cottarelli. Perché dovrebbe riuscire dove gli altri hanno fallito? Una prima risposta la dà l’economista Giacomo Vaciago a Panorama: "Perché questa volta ce lo chiede l’Europa, e perché il nostro Paese ha preso un impegno preciso che ora deve mantenere, altrimenti finiamo in procedura di vigilanza”.

Quali sono le prime misure, i primi tagli decisi dal governo e dal commissario? Innanzitutto va detto che l'obiettivo è di risparmiare 32 miliardi da qui al 2016. Quasi quattro volte i possibili risparmi indicati nella legge di stabilità per il triennio. Questo perché la spending review non ha il solo scopo di tenere a bada i conti pubblici, ma anche di creare spazio per la riduzione del debito pubblico.

L'obiettivo principale riguarda però la riduzione del cuneo fiscale, come ha spiegato lo stesso Cottarelli a Radio Anch'io: "È ciò di cui l'Italia ha bisogna soprattutto per ridurre la tassazione sul lavoro e portarla al livello medio della zona euro. Ora siamo sopra la media, a un livello che riduce la competitività del lavoro italiano. Una parte dei risparmi andrà per investimenti prioritari, un'altra parte per ridurre deficit e debito, ma la maggior parte è per il cuneo fiscale".

Uno dei punti principali della sua spending review riguarda ovviamente i meccanismi del pubblico impiego: il piano ha l’obiettivo di armonizzare le regole contrattuali e quelle retributive per rendere più facili i trasferimenti. Ci saranno anche dei cambiamenti per quanto riguarda il turn over e corsi per trasformare i dirigenti in "veri manager della spesa pubblica". Uno dei punti più importanti, però, riguarda la razionalizzazione delle strutture: andrà rivisto il coordinamento tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Corpo forestale e sarà rivista anche la "geografia giudiziaria".

Sarà toccata anche la scuola, verificando la loro "dimensione ottimale" e lavorando su insegnanti di sostegno e docenti non idonei. Alcune delle misure riguarderanno un po' tutte le varie aree, in particolare per quanto riguarda la razionalizzazione della spesa per immobili o i processi di mobilità dei dipendenti pubblici. Per poi passare a previdenza e assistenza. Un’attenzione particolare è poi rivolta agli enti locali, da anni ormai individuati come centri di spesa incontrollata.

Fin qui tutto bene, tutto giusto, tutto (ancora) molto vago. Sembra di sentire i soliti ritornelli a cui raramente è seguita qualche misura efficace. Si vedrà, il calendario d'altra parte è ancora dalla parte di Cottarelli, dal momento che tra il prossimo dicembre e febbraio 2014 ci sarà la prima ricognizione tecnica, per individuare le prime misure da adottare. Tra marzo e aprile le prime indicazioni diventeranno "obiettivi di finanza pubblica" e i relativi provvedimenti saranno adottati tra maggio e luglio, con valenza sul 2014 e su tutto il triennio.

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