Primarie Pd, Matteo Renzi punta al 50%

Dal 9 dicembre il governo farà le cose che dice il Partito Democratico.

Alle Primarie Pd mancano poco più di due settimane e Matteo Renzi decide di volare basso in quanto ad ambizioni, dichiarando di puntare alla metà circa dei voti. Risultato facilmente alla sua portata, dal momento che i sondaggi sulle primarie danno il rottamatore sempre attorno al 60% (con punte massime del 70 e minime del 53%). Insomma, dopo la vittoria tra i tesserati, manca un solo passo per conquistare il partito e poi puntare a Palazzo Chigi.

Ed è proprio dal voto tra gli iscritti che Matteo Renzi parte, parlando stamane ad Agorà: "Pensavo di avere un po' meno consensi tra gli iscritti, l'8 dicembre punto almeno al 50 per cento". E cosa fare dopo la vittoria? "Se l'8 dicembre vinciamo noi, se accade, andiamo con un elenco di questioni e ci mettiamo d'accordo sul fare o non fare. Abbiamo detto che si elimina il Senato, che non si vota più per le province, ho detto cosa fare del Cnel, della Corte costituzionale".

Una sorta di risposta a chi lo accusa di non avere idee, tra cui Massimo D'Alema: "Era convito che tra gli iscritti avrebbe vinto lui, cioè Cuperlo. Ha detto che sono ignorante e superficiale, quindi non solo ha perso ma ha perso da un ignorante e superficiale. E' normale che sia arrabbiato. I tentativi di mettermi contro di lui non funzionano. Io non sono preoccupato di cosa fa D'Alema ma di cosa fanno gli italiani".

In verità, ancora più che D'Alema, è Enrico Letta a essere preoccupato, dal momento che teme che a partire dal 9 dicembre Renzi punterà alle elezioni nel 2014: "Se andiamo avanti con il governo bisogna fare le cose, il tempo del rinvio è finito. Dal 9 dicembre si fanno le cose sul serio: il governo farà le cose che dice il Pd altrimenti ci arrabbiamo. Il governo può durare anche fino al 2018, ma bisogna vedere, per esempio, se riuscirà ad aumentare i posti di lavoro".

E le privatizzazioni? "Il punto non è se fai le privatizzazioni, ma se le fai bene o le fai male. Non voglio fare il controcanto a Letta: ho solo espresso un concetto banale, le privatizzazioni come sono state fatte in passato non vanno bene. Prima di privatizzare serve una prova di maturità della politica, dimezzando i costi e i posti in Parlamento. Togliere il tre per cento di Eni è una operazione di cassa senza valore strategico".

Infine la legge elettorale: "Tra Porcellum e Mattarellum è meglio il secondo ma non è sufficiente. Se ci fosse un Mattarellum con il 75% nei collegi e il 25% di premio di maggioranza sarebbe perfetto. Leggi elettorali buone ce ne sono a migliaia, l'importante è avere una legge elettorale con cui si sappia chi ha vinto, chi ha vinto governa, chi governa lo fa per 5 anni e non con gli inciuci. In italia c'è già una legge elettorale così, quella per i sindaci".

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