Decadenza Berlusconi: confermato il voto al Senato il 27 novembre. Alfano tenta un nuovo rinvio

Bocciate le ultime richieste di rinvio. La telenovela sta per concludersi.

La telenovela sulla decadenza di Berlusconi sta per arrivare al termine. Nonostante le tanti voci su un possibile rinvio del voto al Senato e i tentativi in extremis da parte di Forza Italia (e anche del Nuovo Centrodestra di Alfano) di spostare il voto ancora qualche giorno più in là, non ci sarà più nessun rinvio per il voto dell'assemblea del Senato sulla decadenza di Berlusconi da parlamentare.

Il Senato si pronuncerà il 27 novembre, come conferma il presidente Pietro Grasso: "La questione è già stata dichiarata chiusa il 6 novembre". Ci avevano provato ancora, gli esponenti dell'ex Pdl; ma in apertura di seduta Grasso ha risposto leggendo una lunga lettera, con cui ha risposto all'istanza di Forza Italia e Ncd e confermato il voto per il 27 novembre. Vicenda chiusa? Non ancora, visto che il ministro degli Interni Angelino Alfano sta provando a far valere il suo peso in quanto leader del partito che garantirà la tenuta del governo anche dopo l'addio di Forza Italia.

L'unico modo per assicurare il voto il 27, infatti, è mettere la fiducia sulla legge di stabilità il giorno prima; in modo da non far slittare il calendario. Cosa che Alfano e i suoi non sono disposti ad accettare: "Soluzione inaccettabile. La finanziaria dev'essere un testo aperto, mettere la fiducia solo per votare nei tempi la decadenza di Silvio Berlusconi è un gesto di sfida nei confronti del Nuovo Centrodestra".

Come che vada, la vicenda, che dura ormai dai primi di agosto - quando il Cavaliere venne condannato definitivamente per il processo Mediaset - sta per concludersi davvero. Ma come voterà il Senato? Sulla carta la maggioranza che si dovrebbe esprimere a favore della "cacciata" di Berlusconi è più che solida: Pd, Sel, Movimento 5 Stelle, Scelta Civica. E la rottura tra Alfano (che rimarrà al governo anche dopo la decadenza) e Berlusconi fa anche venire meno i sospetti del M5S, che temeva che il Pd potesse salvare il Cavaliere per salvare le larghe intese.

L'interesse attorno a Berlusconi e alle sue molteplici vicissitudini non si chiuderà però certo con la sua decadenza, per tantissime ragioni: innanzitutto il Cavaliere ha tutte le intenzioni di restare una figura di primo piano della politica - anche fuori dal Senato e non candidabile - grazie al rilancio di Forza Italia. Inoltre non c'è dubbio che l'attenzione mediatica si concentrerà nuovamente su di lui nel momento in cui inizierà i servizi sociali. Per non parlare del fatto che deve ancora essere votata l'interdizione dai pubblici uffici e che, con la possibile apertura del processo Ruby Ter, Silvio Berlusconi teme pure di finire in carcere.

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