Berlusconi, eversione o disperazione?

Con un messaggio più da “disperato” che “eversivo” Silvio Berlusconi, costretto alla decadenza dal Senato, si appresta a portare i suoi all’opposizione e a mostrare i muscoli in piazza. Quella piazza che il prossimo mercoledì – giorno del voto sulla decadenza a Palazzo Madama – dimostrerà anche platealmente l’epilogo del fallimento personale e politico del Cav.


Fra pochi giorni, il 27 novembre, il “Ghe pensi mi” si ritroverà con una somma di “ex”, quale premier e leader che fu, quale parlamentare che fu, quale salvatore della patria che fu, rimanendogli in mano un pugno di foglie secche, un manipolo di fan rancorosi su una zattera alla deriva, con il rischio di finire pure in gattabuia.

Il vento ammorbante del berlusconismo alimenterà ancora gli ultimi servitori del rais di Arcore, i furboni delle caste e i furbetti del quartierino, sempre alla ricerca di un capo che li copra nei loro giochi di potere e nei loro affari discutibili, incuranti di regole e di leggi e degli interessi generali della nazione.

Con il discorso di ieri alla kermesse dei giovani di Forza Italia Berlusconi si è scavato la fossa da solo, definendo il voto in calendario mercoledì prossimo al Senato: "un colpo di Stato". “In Senato – ha gridato il Cavaliere – c’è un processo per un omicidio politico del leader del centrodestra”.

Il leader di Forza Italia ha rimarcato che nel corso del processo sui diritti tv "è stato calpestato il principio della verità e della legge, poi è stato calpestato il principio della irretroattività di una legge e infine è stato messo da parte il regolamento del Senato". Quindi la minaccia:
"sfidiamo apertamente questa sinistra, che non ha mai rinnegato la sua storia e l'ideologia più criminale e disumana del mondo e fa dell'odio un comportamento invincibile. Non pensino che noi lasceremo che questo colpo di Stato si realizzi senza reazione da parte nostra". Ovvero, "non credo che noi possiamo accettare una violenza così fatta nei confronti della nostra democrazia e libertà. Credo che gli italiani di buon senso non possono accettare che nel nostro Paese si compia un simile delitto".



"Alla sinistra - rimarca il leader di Forza Italia - voglio dire che non ho paura, non ho niente da farmi
perdonare, sono completamente innocente e rappresento la bandiera del mio popolo, gli italiani che credono nella libertà". Poi l’affondo contro Napolitano: "Il Presidente della Repubblica non dovrebbe avere un attimo di esitazione a dare, senza che io la richieda, perché io ho una dignità e dunque non lo farò, un provvedimento che cancelli questa ignominia dell'affido ai servizi sociali".

"Sono tre notti consecutive che non dormo perchè sono preoccupatissimo per quanto sta accadendo. Non mi preoccupo per me, ma per quel che sta succedendo al nostro Paese. Sono preoccupato per l'attacco che si sta portando alla nostra libertà”.

Che dire? Solo in questa Italia certi (pochi) giudici utilizzano i tribunali come strumenti per le loro carriere (politiche) e soprattutto solo in questa Italia un pluricondannato fa pressioni indebite sul capo delo Stato (e non solo), manifesta e chiama il popolo in piazza alla rivolta contro i giudici e contro la Repubblica costituita. E il Pd assiste.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO