Nucleare iraniano, c’è l’accordo. Israele non ci sta: “difficile una soluzione definitiva adeguata”

Raggiunto un accordo tra l’Iran e le potenze del 5+1: niente sanzioni per sei mesi a ridurre l’arricchimento dell’uranio.

Si sono chiusi alle 3.30 di questa notte, dopo quattro giorni di incontri, i negoziati per l’accordo sul nucleare iraniano. Si è temuto fino all’ultimo che anche stavolta l’accordo potesse slittare, poi è arrivato l’annuncio a sorpresa: “Abbiamo raggiunto un accordo”.

Nel giro di pochi minuti sono arrivate le conferme dei rappresentati dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu - Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia - e della Germania. Cosa si è deciso? Quali sono i termini dell’accordo? In quattro pagine, lo rende noto la Casa Bianca, l’Iran, invece, si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%.

Le maggiori potenze, invece, si sono impegnate a non imporre sanzioni a Teheran per i prossimi sei mesi. Catherine Ashton, portavoce del capo della diplomazia Ue, ha confermato che si tratta di un'intesa limitata nel tempo, un primo passo verso la soluzione definitiva del conflitto venutosi a creare tra le potenze occidentali e il regime di Teheran.

Della stessa opinione il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che commentando a caldo il raggiungimento dell’accoro ha dichiarato:

Questo accordo è un primo importante passo e apre il tempo e lo spazio per andare avanti con nuovi negoziati e raggiungere entro sei mesi un accordo generale.

Israele, invece, non ha visto di buon occhio questo accordo e le parole di Yuval Steinitz, ministro israeliano per le Questioni strategiche, lasciano trasparire tutto il suo disappunto:

Questo accordo era e resta un accordo cattivo, che renderà difficile raggiungere una soluzione definitiva adeguata. Gli aggiustamenti apportati all'accordo all'ultimo momento sono molto lontani dal soddisfarci. Israele non può associarsi alle festicciola internazionale essendo essa basata su un inganno iraniano e su un autoinganno. Malgrado la delusione, continueremo ad insistere sulle nostra posizioni e a lavorare con i nostri amici negli Stati Uniti e nel mondo per puntare ad un accordo comprensivo e completo.

In queste ore è arrivato anche il commento ufficiale della Cina, una delle sei potenze coinvolte. Il ministro degli esteri cinese Wang Yi ha dichiarato che questo accordo

contribuirà a salvaguardare la pace e la stabilità in Medio Oriente.

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