Afghanistan: rientrano 400 militari italiani

Il Gran Consiglio dà l'ok per la firma dell'accordo bilaterale con gli Stati Uniti per la permanenza dei militari Usa oltre il 2014, ma Karzai frena e vuole aspettare le elezioni presidenziali del 5 aprile.

Resteranno in Afghanistan oltre il 2014

Quattrocento militari italiani della Transition Support Unit South hanno lasciato definitivamente l'Afghanistan per fare rientro in patria. I compiti di sicurezza della provincia meridionale di Farah sono stati trasferiti completamente alle forze locali afgane. Il piano di ridimensionamento del contingente italiano proseguirà fino alla fine del 2014. Dall'inizio dell'anno, già mille uomini hanno lasciato l'Afghanistan.

Era molto attesa anche la riunione della Loya Jirga, il Gran Consiglio afgano, convocato dal presidente Hamid Karzai. Ebbene, è stato dato l'ok alla firma di un accordo bilaterale sulla sicurezza (Bsa) con gli Stati Uniti. Entro poche settimane sarà anche nero su bianco l'accordo, secondo il quale i soldati degli Stati Uniti rimarranno in Afghanistan più a lungo di quanto deciso inizialmente (e cioè il 2014).

L'annuncio dei responsabili del Comitato organizzativo dell'Assemblea è stato però in parte smentito proprio da Karzai. Il presidente afgano ha fatto sapere infatti, da Kabul, che per la firma di un Accordo bilaterale per la sicurezza con gli Usa "ci vuole tempo" per "poter svolgere altri negoziati su consolidamento della pace e garanzie americane per elezioni libere e trasparenti".

Karzai vuole attendere le elezioni presidenziali del prossimo 5 aprile per firmare e non la fine del 2013 come chiesto invece dalla Loya Jirga.. I militari americani, ad accordo siglato, resteranno in Afghanistan oltre la data prevista con altri compiti. Saranno infatti impegnati nell'addestramento delle forze di sicurezza afgane, per prepararle ad affrontare da soli i talebani.

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