Angelino Alfano: "La decadenza è ingiusta, ma non può far cadere il Governo. Renzi? Se puntasse a fare un gioco di potere, sarebbe come i vecchi politici"

Angelino Alfano a L'Arena ha parlato dei motivi per cui ha formato il Nuovo Centrodestra e di Silvio Berlusconi

Angelino Alfano

Angelino Alfano, ospite della puntata de "L'Arena" di oggi, ha spiegato i motivi che lo hanno portato ad allontanarsi da Silvio Berlusconi ed a formare il Nuovo Centrodestra, movimento che è convinto possa ottenere il consenso di numerose persone.

Il motivo che ha portato alla divisione con l'ex Presidente del Consiglio, spiega Alfano, è la reazione al voto sulla decadenza di Berlusconi. Il vicepresidente del Consiglio sottolinea di essere contrario alla decadenza in quanto retroattiva:

"Io penso che la decadenza sia una grande ingiustizia perchè nasce dall'applicazione retroattiva di una norma penale. Gli ordinamenti giuridici occidentali prevedono che le norme afflittive, le norme penali, si applichino al futuro, perchè altrimenti tu fai un gesto oggi che non è previsto come reato, poi domani diventa reato e tu vieni punito per una cosa che avevi fatto prima, quando non sapevi che era reato, quindi ritengo che sia una grande ingiustizia, ed il motivo della grande ingiustizia sta proprio nell'applicazione retroattiva e proprio per ciò noi voteremo contro la decandenza del Presidente Berlusconi".

Nonostante questo, la decadenza non può provocare conseguenze sul Paese:

"Noi abbiamo un atteggiamento molto lineare e coerente. Noi riteniamo che la decadenza sia un'ingiustizia, non riteniamo però che a seguito della decadenza si possa lasciare il Paese di fronte ad una crisi al buio, facendo creare un momento di vuoto. Dopo la decadenza, è giusto far cadere il Governo? Noi abbiamo detto di no."

La decadenza, su cui si voterà mercoledì, è stata al centro di un tentativo di slittamento, ma poco importa:

"Se non ci fosse stata la decadenza da legge Severino ci sarebbe quella da interdizione pronunciata dai giudici di Milano. La questione politica è che si arriva prima alla decadenza votata dal Partito Democratico in base ad un'applicazione retroattiva".

La scelta di Alfano è stata motivata dalla considerazione che il nostro Paese non può tornare indietro:

"Noi abbiamo fatto una scelta diversa, guardano al futuro e guardano all'Italia. Visto che tantissimi nostri esponenti dell'ex Popolo della libertà sostenevano che alla decadenza avrebbe dovuto fare seguito la caduta del Governo, la crisi al buio, le elezioni, lo scioglimento, in un momento in cui le famiglie, milioni di famiglie hanno difficoltà economiche, noi abbiamo detto 'siamo contro la decadenza, ma non siamo per lasciare il Paese al buio".

Mercoledì, in concomitanza con il voto sulla decadenza, Forza Italia organizzerà una manifestazione, a cui Nuovo Centrodestra non sta partecipando:

"Noi non stiamo partecipando all'organizzazione di questa manifestazione".

Sulla grazia, di cui ieri Berlusconi ha chiesto a Giorgio Napolitano la concessione senza che gli sia chiesta da lui, Alfano è convinto che il leader di Forza Italia la meriti:

"Da questo punto di vista le interpretazioni sono differenti, e non voglio addentrarmi, ma il nostro ordinamento prevede forme di grazia che non siano richieste. Quello che penso è che un uomo con la carriera e la biografia di Silvio Berlusconi meriterebbe di non essere affidato ai servizi sociali e di ricevere la grazia. Poi sulla procedura credo non ci si debbe troppo soffermare".

Nonostante la divisione, Alfano e Berlusconi si sentono ancora:

"Capita di sentirsi, il rappporto personale ed anche politico all'interno della coalizione prosegue, ma quello che ci ha diviso è stato il giudizio sul dopo decadenza e sull'idea del Paese, il prevalere di una linea estremista all'interno del nostro ex movimento politico. Quando noi parliamo di linea estremista è la linea che noi consideriamo sbagliata di fare cascare tutto e di mettere gli interessi del Paese, di mettere la funzione e la forza di questo Governo dopo l'egoismo del partito. Allora la questione è semplice: noi abbiamo rotto perchè abbiamo avuto in mente quei milioni di cittadini italiani che non avrebbero capito che a seguito dei fatti di questa settimana o dell'altra ancora che il Governo sarebbe dovuto andare a casa."

Ma le loro strade sono diverse, ed il motivo che ha spinto Alfano ad allontanarsi è stata la considerazione che il nostro Paese non è ancora al sicuro:

"Alla fine la scintilla che più ha animato me e tutti noi è stata il no alla rassegnazione. Abbiamo visto che nel centrodestra stava, ma davvero, prevalendo la rassegnazione che l'Italia non potesse avese un futuro, non potesse avere una speranza di riscatto, non potesse farcela in questa crisi ecnomica e che finanche il Centro potesse più vincere le prossime elezioni. Mentre noi vogliamo essere il movimento politico della speranza, del futuro".

Nessun rimpianto, però, sul suo passato:

"In questi venti anni io ho fatto sempre ciò in cui ho creduto, Io penso che tutti noi, quelli che in questi venti anni sono stati in Forza Italia nel centodestra non abbiano sbagliato speranza, non abbiano sbagliato programma e non abbiamo neanche sbagliato persona. Ho dovuto trovre dentro di me grande forza e grande coraggio, ma è stato un coraggio necessario per il bene dell'Italia. Se avessimo fatto cadere questo Governo dopo soli sette mesi avremmo fatto cadere l'Italia in una crisi ancora più grave. Avremmo creato maggiore povertà, maggiore sofferenza per gli imprenditori, per gli artigiani, per i commercianti, mentre c'è un primo refolo, un primo venticello di ripresa".

A proposito di Matteo Renzi, il Vicepresidente del Consiglio spera che non giochi a voler conquistare la poltrona di Palazzo Chigi:

"Non credo che Renzi voglia fare solo una partita di potere, voglio sperare che non sia così. Si sta accreditando per diventare il leader della sinistra italiana, guiderà la sinistra, con dentro anche la Cgil, le frange esteme, se Renzi facesse cadere il Governo, si comporterebbe come un vecchio politico".

A proposito del Nuovo Centrodestra, inoltre, Alfano propone cinque punti del suo programma:

"Propongo di fare le seguenti cose nel 2014: primo, cambiare la legge elettorale restituendo ai cittadini il diritto di scegliere il proprio senatore, il proprio deputato. Secondo, togliere il meccanismo del bicameralismo perfetto, cioè due Camere che fanno lo stesso lavoro, costano il doppio per fare il lavoro che potrebbe fare una Camera solamente. terzo obiettivo, tagliare almeno dieci miliardi di euro di spesa pubblica improduttiva, prendere questi soldi e darli immediatamente alla divisione delle tasse, soprattutto sul lavoro; quarto abbattere il debito pubblico in una quota significativa in modo tale da lasciare meno debiti ai nostri figli. Quinto, intervenire immediatamente sulla retribuzione di produttività. Noi dobbiamo riuscire a raggiungere un obiettivo straordinariamente moderno come quello di detassare il lavoro".

Quando Massimo Giletti gli ricorda il suo lavoro da Ministro della Giustizia, Alfano sottolinea cosa sia riuscito a fare:

"Le dico due cose che sono riuscito a fare, le più grandi leggi di contrasto alla mafia ed alla criminalità organizzata che hanno consentito carcere duro, sequestro e confische di patrimoni mafiosi. Secondo, una riforma del processo civile che ha fatto scalare di quaranta posizioni nel ranking mondiale il nostro Paese che è arrivato ad avanzare di quaranta posizioni in soli due anni grazie alle leggi che abbiamo fatto noi".

Restando in tema, la riforma della giustizia necessita di qualche cambiamento, e se Berlusconi dovesse passare all'opposizione la sinistra dovrebbe darsi da fare per farla:

"Questa riforma della giustizia penale io penso che resti una priorità del nostro Paese per garantire una giustizia giusta. Certamente, se Forza Italia ed il Presidente Berlusconi non saranno più in maggioranza saranno finiti gli alibi per la sinistra italiana e potremo procedere a fare questa riforma."

Per quanto riguarda invece l'immigrazione, Alfano domani andrà in Spagna per discutere di un piano:

"Il Mediterraneo è la frontiera marina dell'Europa, io propongo che vi sia una grande allenza dei Paesi mediterranei per fermare questi flussi immigratori. Noi non possiamo accogliere in Italia tutti gli immigrati che hanno voglia di arrivare in Italia perchè abbiamo problemi a garantire un futuro ai cittadini ed ai ragazzi italiani prima di pensare agli immigrati".

Infine, l'obiettivo per il Nuovo Centrodestra è quello di puntare a grandi numeri:

"Noi abbiamo un obiettivo molto grande, non lo dico in termini di cifre. Non poniamo limiti alla nostra ambizione".



Angelino Alfano ospite a L'Arena

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