Beppe Grillo contro Letta: “cancelleremo questo classe politica”. E su Twitter spopola #populistarabbioso

Il leader di M5S torna all’attacco di Letta e risponde direttamente al messaggio inviato stamattina dal Premier al Partito Democratico.


Letta ha detto che "le primarie sono la risposta al populismo rabbioso". Finalmente una verità. Certo, siamo populisti e riconosciamo nella volontà popolare la vera democrazia. Certo, siamo rabbiosi verso questi partiti che hnnia depredato il Paese e ora si atteggiano a salvatori. Certo, siamo populisti rabbiosi e quando avremo la maggioranza, cancelleremo dalla Storia questa classe politica. Populista rabbioso? Mi piace!

E’ questo l’ultimo sfogo di Beppe Grillo che sta già spopolando su Twitter, una replica diretta e senza troppi giri di parole rivolta al premier Enrico Letta a una frase scritta da quest’ultimo nel messaggio inviato oggi alla Convenzione Nazionale del Partito Democratico.

Nel congratularsi con l’attività svolta dal Pd in vista delle ormai imminente primarie, Letta ha scritto:

Spero che le primarie siano una straordinaria prova di partecipazione. La risposta alta e vitale alle degenerazioni emerse in questi anni nel rapporto tra politica e società, la risposta a chi grida e basta e fa leva sulle paure dei cittadini perché non ha altri argomenti che non siano quelli del populismo rabbioso.

Al “populismo rabbioso” Grillo si è sentito chiamato in causa e nel giro di qualche ora ha risposto pubblicamente a Letta, coi soliti toni a cui ormai siamo abituati:

Capitan Findus Letta ha molti meriti, nipote del Gran Ciambellano Gianni Letta, il consigliere di Berlusconi, nipote acquisito di Napolitano che lo ha nominato presidente del Consiglio in una notte tempestosa insieme a Testa d'Asfalto, mentitore professionista sul finanziamento dei partiti e sulla legge elettorale, in carriera politica da bambino (non ha mai fatto altro nella vita), pollo di allevamento della democrazia cristiana traslocato nel pdmenoelle, capace però di esprimersi in lingua inglese (un merito incommensurabile per un politico italiano), ammiratore di Andreotti, uno dei peggiori figuri della Prima Repubblica, mentore dell'alleanza con il pdl sin da prima delle elezioni quando invitò a votare pdl piuttosto che Il MoVimento 5 Stelle.

Dopo la lunga introduzione, Grillo rincara la dose:

Questo signore sta perdendo la testa. Lui sa che la politica dell'austerità voluta dalla Bce per salvare i crediti delle banche tedesche e della Germania nei nostri confronti ci porterà a schiantarci contro il muro. Lo sa benissimo. E' come un condannato nel braccio della morte che vuole guadagnare tempo.

E, ancora,

Il Nipote ha spiegato che se non diminuiranno le tasse Grillo rischia di andare al 51%, subito dopo ha aumentato le tasse sulla benzina e sui conti correnti. Un simbolo di coerenza e di lucidità. E' il primo esempio di un attaccapanni premier, chi ci appende i vestiti da lui vuole una cosa sola, il mantenimento dello status quo, anche a costo di tenere il kazako Alfano e la ligrestina Cancellieri attaccati alle loro poltrone esponendosi a figure di merda colossali.

Poi la conclusione che tanto sembra piaciuta agli utenti di Twitter, pronti a lanciare l’hashtag #populistarabbioso e dare così il proprio supporto a Grillo e a M5S. Vi basta fare un giro sul social network per rendervene conto:


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