Decadenza Berlusconi: il Cavaliere è decaduto. Concluso il voto in Senato

Il voto in Senato in diretta sulla decadenza di Berlusconi.

17.58 Il Cavaliere non è più senatore. E adesso cosa succede? Qui tutte le informazioni.

Il video dell'intervento di Paola Taverna, capogruppo del Movimento 5 Stelle, in Senato.

17.43 Berlusconi è decaduto.

17.42 Ordine del giorno numero 9, bocciato. Berlusconi è decaduto.

17.41 C'è anche un g8, la situazione è confusa ma ormai ci siamo. Bocciato anche il g8.

17.40 L'ultimo ordine del giorno si vota in modo separato. Bocciata la prima parte, bocciata anche la seconda.

17.39 Grasso fa un po' di confusione, si passa all'ultimo odg, ma qualcuno fa ancora ostruzione.

17.38 Bocciato il sesto, ne manca solo uno.

17.37 Bocciato anche il quarto, si passa al quinto, bocciato anche questo.

17.36 Bocciato anche il terzo ordine del giorno, non si capisce bene quanti ne manchino. Ma si sta procedendo più spediti.

17.35 Tocca a Sandro Bondi: "Inutile continuare a discutere, questi signori hanno già deciso".

17.29 Si vota sul secondo ordine del giorno in un aula surriscaldatissima. Bocciato anche il secondo ordine del giorno. Ne mancano cinque.

17.25 Incredibilmente continua la discussione sul voto segreto e sul voto palese. Si vota il secondo ordine del giorno.

17.15 Il presidente del Senato, Pietro Grasso, boccia di nuovo la possibilità che si passi al voto segreto. Ma adesso tocca alla senatrice Casellati riporre la questione.

17.09 Un ordine del giorno è stato bocciato, ma Nitto Palma ha bloccato la procedura chiedendo per la millesima volta che si passi a voto segreto.

17.06 Primo ordine del giorno bocciato, ne rimangono sei.

17.02 Iniziano le votazioni. Il Senato deve bocciare tutti e sette gli ordini del giorno.

16.51 Zanda: "Nessuno sottovaluta l'impegno gravoso che attende le forze politiche e gli uomini che vogliono guidare il paese fuori dalle difficoltà. Penso alle difficoltà anche dei partiti e dei gruppi parlamentari, mai come oggi tormentati da povertà di pensieri, scissioni, contrasti, leadership che si interrompono e altre che si indeboliscono. Siamo in un passaggio storico, come possiamo farcela senza una profonda riforma morale, senza una fedeltà quotidiana ai principi etici? Senza una separazione tra i poteri dello stato, che qui devono essere difesi. Nonostante la forza di 70 anni di Repubblica il nostro paese non potrà mai dirsi democratico se la legge non è uguale per tutti".

16.48 Ancora Zanda: "Il voto sulla decadenza di Berlusconi non è a nostra discrezione, è un nostro dovere. Sono passati mesi dalla condanna, è la prima volta nella mia vita che sento definire "colpo di stato" il rigoroso rispetto delle leggi e delle sentenze. Le giunte hanno deciso l'applicazione della decadenza e del nostro voto, il decreto Severino era stato accolto da tutti e prima del caso di Berlusconi nessuno ne aveva messo in dubbio la costituzionalità e la sua correttezza".

16.43 Tocca al capogruppo del Pd Zanda: "Gli insulti a Napolitano sono errori seri e gravi. La distinzione tra giustizia e governo è basilare, ma la vita del governo è stata sempre sottoposta ai destini di Berlusconi. Nonostante le tensioni delle ultime settimane, né la politica, né i nostri voti, possono intaccare un voto che ha altra natura. Non possiamo che prendere atto della condanna definitiva e votare la decadenza che vuole la Legge Severino. Tutte le alternative che sono state presentate sono artifici per allungare i tempi".

16.41 Bernini: "Ci opporremo alla decadenza, la decisione che assumeremo oggi sarà la prova per definire la qualità della nostra classe dirigente. E' stata cercato il nodo scorsoio, invece di rispettare le regole e la volontà popolare. Consegnando Berlusconi consegnerete la libertà, la nostra e la vostra". Grandi ovazioni per il discorso di Annamaria Bernini.

16.35 Parla Annamaria Bernini di Forza Italia: "Amici della sinistra che pensate che oggi sia il 25 aprile, sappiate che state consegnando il paese alla magistratura. Vi siete mossi con una furia cieca, rifiutando tutte le riflessioni che la politica ha il diritto di rivendicare. In vent'anni si è arrivati a una sola sentenza definitiva ribaltando le decisioni precedenti. Oggi il processo verrà riaperto, ma è innegabile quello che è successo".

16.10 Sta parlando Renato Schifani: "È giusto che gli italiani sappiano che in questa vicenda è stato violato il segreto d'ufficio. Abbiamo assistito a un organismo giurisdizionale in cui sono state fatte dichiarazioni offensive. Abbiamo denunciato la violazione del vincolo di segretezza, ma non siamo stati ascoltati. Altra anomalia: si è cambiato il regolamento, questo doveva essere un voto segreto perché si tratta di voto sulla persona. Il regolamento del Senato è chiarissimo su questo. Si è deciso per il voto palese con una decisione della maggioranza, è stata rotta la valenza di un sistema delle regole che fino a ora è stato patrimonio delle nostre istituzioni".

15.33 Sono iniziate le dichiarazioni di voto, per primo ha preso la parola il senatore Ferrara di Gal, poi le Autonomie, il Gruppo Misto e via via tutti gli altri. Verso le 17 il voto.

15.20 Nicola Morra del Movimento 5 Stelle cita Platone: "Platone disse a quanto gli chiedevano di fuggire dopo la sua condanna: 'Farei male ad accettare la violazione delle leggi, perché la giustizia si ha nel rispetto della legge anche quando dovesse essere considerata ingiusta, perché è in questa tensione che poi si opererà in futuro per una norma che sia ancora più giusta. I miei amici che adesso invitano tutta l'aula a votare in un certo modo, tutto questo lo dovrebbero ricordare, perché prima ancora che alle persone siamo chiamati a dare ascolto ai valori. E la vostra cultura ha sempre permesso la prevaricazione perché c'era il potere con essa'".

15.13 Parla Roberto Formigoni: "Voi oggi non voterete applicando una legge che abbia superato tutti i dubbi. Illustri costituzionalisti lo hanno detto anche se non erano certo della nostra parte politica. Non è una legge retroattiva. Ma oltre a questo, questa è una legge a rischio di sanzione dell'Unione Europea, perché se la Ue ne vedesse irregolarità potrebbe comminare una sanzione. Avete votato contro la sospensiva, avete deciso per il voto palese. Questi sono i motivi per cui il voto di oggi rischia di essere contraddittorio rispetto a ogni base di un ordinamento democratico. Ma bisognerà pure che questo Parlamento si decida a porre mano alla riforma della giustizia. Quella riforma che nessuno è stato capace di fare, e questa è una colpa di noi tutti, perché questa è una delle cause della crisi del nostro paese. In questo modo si potrà, seppur tardivamente, rimediare all'ingiustizia che qui si sta perpetrando".

15.11 Come previsto, iniziano ad arrivare anche i manifestanti a favore della decadenza di Berlusconi, contraltare pressoché d'obbligo della manifestazione a favore di Berlusconi che si sta svolgendo davanti a Palazzo Grazioli. A organizzare il tutto è il Popolo Viola.

14.35 Che succede in aula? Si parla di "accanimento persecutorio" nei confronti di Berlusconi. Parole di Altero Matteoli, che torna anche sulla questione della non retroattività della Legge Severino. "Sono state respinte tutte le richieste dei commissari del centrodestra, rinviare alla Corte Costituzionale, rinviare alla Corte dei Diritti dell'uomo. Nonostante il parere dei costituzionalisti, anche distanti dal centrodestra. È un accanimento che parte da lontano, da quando nel 1994 il Cavaliere ha impedito alla sinistra di conquistare il potere. Da allora sono andati avanti come carriarmati, e hanno deciso di espellere il leader politico che rappresenta una larghissima fetta di elettorato. Non si è mai sconfitto nelle urne (e quando s'è perso s'è perso per pochissimo).

13.09 Rissa in Senato tra Bondi e Formigoni mentre fuori dal Palazzo iniziano ad apparire manifesti che chiariscono ulteriormente l'atmosfera: "Silvio come Gesù" o "È un colpo di stato". Quest'ultimo è stato subito rimosso dalla polizia. La cosa non è andata già al deputato di Forza Italia Luca D'Alessandro: "Mi auguro che episodi di questo genere non si verifichino più e venga ripristinata quanto prima la possibilità di esprimere liberamente ai manifestanti pensieri, opinioni e idee".

12.49 "I tempi del dibattito sono armonizzati in modo che le dichiarazioni di voto abbiano luogo a partire dalle 15.30, con le votazioni intorno alle ore 17. Da questo momento si hanno a disposizione meno di tre ore, sono iscritti a parlare 23 senatori. Per rispettare questo orario, avverto che i presentatori di ordine del giorno avranno a disposizione 10 minuti, tutti gli altri che interverranno 5 minuti", è quindi confermata la voce secondo cui si voterà alle 17, per permettere (secondo quanto si dice) a Berlusconi di parlare in piazza subito dopo la votazione avvenuta sulla cacciata del Cavaliere.

12.39 Prima votazioni sulle pregiudiziali, che vengono respinte. Dopodiché tocca alle questioni sospensive, anche questa respinta. Ora si passa alla discussione generale, ma prima c'è un intervento del senatore Bondi sull'ordine del giorno: "Chiedo ai senatori se ritengono moralmente opportuno che coloro che sono stati nominati da poco, dal capo dello Stato, senatori a vita, siano oggi presenti per votare su un fatto capitale come la decadenza di un senatore dello Stato italiano. Vergogna!". Riprende Pietro Grasso, ma l'atmosfera in Senato si sta surriscaldando. Gli esponenti del centrosinistra parlano in difesa dei senatori a vita, che stanno ricevendo i cori contrari dai banchi di Forza Italia.

12.01 La discussione continua, mentre fervono i preparativi per la manifestazione di Forza Italia e sale l'attesa per il discorso di Silvio Berlusconi, che dovrebbe tenersi verso le 16. Nell'aula, intanto, stanno parlando quasi esclusivamente i sostenitori del Cavaliere; in uno show di difesa a oltranza tanto appassionata quanto, probabilmente, inutile. Pesante attacco della senatrice Mussolini agli ex sodali nel Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano.

11.15 Terminata la relazione di Stefàno. Si cercherà di arrivare al voto, quindi, attorno alle 17 (o almeno così sembra). Sempre che per quel tempo si riescano a far parlare i 25 senatori che si sono iscritti a parlare: Caliendo (Fi), D'Anna (Gal), Buccarella (M5S), Falanga (Fi), Giovanardi (Ncd), Scilipoti (Fi), Zanettin (Fi), Buemi (Psi), Galimberti (Fi), D'Ascola (Ncd), Repetti (Fi), Compagna (Gal), Zizza (Fi), D'Ambrosio Lettieri (Fi), Augello (Ncd), Mazzoni (Fi), Matteoli (Fi), Barani (Gal), Minzolini (Fi), Centinaio (Lega Nord), Gasparri (Fi), Iurlaro (Fi), Formigoni (Ncd), Morra (M5S) e Bruno (Fi). Quasi tutti di Forza Italia, come si vede. Cosa che sembra essere in contraddizione con l'idea di anticipare i tempi. Anche perché sembra confermato che Berlusconi parlerà in piazza nel pomeriggio, forse addirittura alle 16.

10.48 Secondo alcune voci le dichiarazioni di voto saranno anticipate alle ore 15.30 e lo scrutinio avverrà alle ore 17 anziché alle ore 19. Tutto, paradossalmente, per andare incontro alle richieste di Forza Italia, che vuole consentire a Berlusconi di parlare in piazza a votazione già avvenuta.

10.44 Cosa sta succedendo? I senatori di centrodestra, dalle fila di Forza Italia, Ncd e Gal, hanno provato a mettere in discussione il lavoro della giunta che aveva votato a favore del voto palese. L'idea era quindi di mettere in dubbio la loro decisione in base ai precedenti e soprattutto di rispedire tutto in giunta per le immunità e le elezioni. In questo modo sarebbe ripartito un iter che avrebbe consentito al Cavaliere di guadagnare altre settimane, se non mesi. Ma niente da fare: il presidente del Senato Pietro Grasso ha rispedito tutto al mittente facendo sapere che la discussione deve proseguire. Ragion per cui ha iniziato a parlare il presidente della giunta Dario Stefàno, che sta riepilogando tutta la vicenda fino a qui.

10.16 Il senatore Nitto Palma, Forza Italia, discute anch'egli della questione voto segreto/voto palese. Ovviamente per chiedere che si scelga per il voto segreto. Non solo: chiede che la giunta si riunisca sul tema e quindi che si provi di nuovo a rinviare il tutto.

10.05 Si comincia: il presidente del Senato Pietro Grasso ha fatto sapere che si inizierà a discutere della decadenza di Berlusconi. La senatrice Casellati chiede che il voto sia a scrutinio segreto.

10.00 Seduta sospesa per cinque minuti, dopodiché si inizierà a discutere di quello che il vicepresidente del Senato Gasparri ha definito "l'argomento noto".

09.07. Iniziata la seduta, ma per il momento si parla di bilancio di previsione dello Stato.

Decadenza Berlusconi: il grande giorno

La decadenza di Berlusconi, il voto in Senato e la diretta streaming. Il giorno che ormai da quattro mesi l'Italia sta aspettando in apnea e che ha già causato una crisi (superata) di governo, la scissione del Pdl e la rottura di Forza Italia con il governo delle larghe intese è arrivato. Alle 9 del mattino inizierà la seduta in Senato che in serata arriverà a votare per la cacciata del Cavaliere. Il voto sulla carta è senza storia: la maggioranza è di 161, i voti previsti a favore della decadenza sono 199. Al netto di ripensamenti dell'ultimo minuto e crisi di coscienze di ex sodali e alleati, non ci dovrebbe essere storia.

Fuori dall'aula - mentre i senatori saranno alle prese con la discussione, le dichiarazioni di voto e il voto vero e proprio - facile immaginare la bagarre che si scatenerà: l'Esercito di Silvio ci sarà, assieme ai sostenitori "non militarizzati" del Cavaliere. E molto probabilmente ci saranno anche frotte di anti-berlusconiani, disposte a tutto pur di non perdersi il giorno atteso da vent'anni; quello che pone fine (ma sarà poi così?) al berlusconismo e alla seconda Repubblica che sul leader di Forza Italia-Pdl-Forza Italia è stata di fatto incentrata.

E lui, Silvio Berlusconi il (quasi) decaduto, dove sarà? Escluso che tenga il discorso che avrebbe voluto fare all'interno del Senato; esclusa a questo punto anche la sua presenza in aula per non dare nessuna soddisfazione agli oppositori e soprattutto per evitare l'onta di farsi portare fuori da Palazzo Madama di peso. Non sarà nemmeno a Porta a Porta (qualche anima pia, probabilmente i suoi figli, è riuscito a farlo desistere dal sedere in un salotto tv mentre le istituzioni lo cacciano).

Sarà invece in piazza, attorniato dal calore e dal sostegno dei suoi fedelissimi. Lì il suo discorso lo terrà, eccome: un discorso che ricalcherà i toni incendiari che abbiamo sentito negli ultimi giorni e in cui potrebbe anche cancellare la linea morbida tenuta finora con Alfano e i suoi e passare all'appellativo di traditori. A meno che non abbiano la meglio anche su questo tema i suoi figli, che gli hanno spiegato come sia meglio tenersi buoni quelli che restano i soli potenziali difensori dei suoi interessi (economici) al governo.

Si vedrà come andranno le cose. Quello che è certo è che la giornata di oggi sarà campale; il giorno che potrebbe chiudere la lunga parentesi berlusconiana. Un voto al senato che espelle un ex premier; autonominatisi "soldati" in difesa di un uomo condannato in via definitiva; pro e anti-berlusconiani che si sfidano davanti al palazzo di una delle istituzioni più importanti d'Italia e discorsi incendiari contro la "magistratura che sovverte la volontà popolare". Sarebbe potuta andare diversamente, invece ci è toccato tutto questo.

La decadenza di Berlusconi e il voto in Senato, la marcia di avvicinamento

Adesso si sa anche a che ora si voterà la decadenza di Berlusconi e che sarà trasmessa in diretta streaming: alle 9.30 del mattino inizierà la seduta, alle 19 arriverà il momento delle dichiarazioni di voto. Un'unica seduta esclusivamente dedicata alla "cacciata" del Cavaliere. Dalle 9.30 alle 14 e dalle 15 fino alle 19. A quell'ora inizieranno le dichiarazioni di voto e si prevede il voto vero e proprio per le 20.30, quando la vicenda vedrà finalmente la fine.

La decadenza di Berlusconi potrebbe concludersi con queste parole: "Prego i commessi di accompagnare il senatore Silvio Berlusconi fuori dall'aula", pronunciate dal presidente Pietro Grasso. È ormai questione di un giorno, dopodiché calerà il sipario su una vicenda che si è trascinata decisamente a lungo e che ha monopolizzato l'attenzione del paese per quasi quattro mesi.

La giornata di domani, a suo modo, sarà storica: potrebbe chiudere il ventennio berlusconiano, scrivere la parola fine sulla Seconda Repubblica e cambiare radicalmente lo scenario politico. Certo, la rinata Forza Italia non svanirà sotto i colpi della decadenza del suo leader, che continuerà a guidarla anche dopo la "cacciata" dal Senato e nel bel mezzo dell'anno di pena da scontare ai servizi sociali; ma è chiaro come - nel momento in cui poi giungerà anche l'interdizione dai pubblici uffici - il Cavaliere sarà un leader dimezzato. Peraltro alle prese con le sentenze in arrivo e forse un Processo Ruby Ter.

Silvio Berlusconi ha rinunciato all'idea di far sentire la sua voce prima di dire addio all'aula. Avrebbe voluto tenere un discorso che sarebbe passato alla memoria come "il discorso della decadenza". Un discorso “alto”; non la solita invettiva urlata contro le toghe rosse e i giudici comunisti, ma un discorso che sarebbe dovuto ruotare attorno al concetto “consegnando me, con questo voto, state consegnando voi stessi alla magistratura”. E però nelle ultime ore il Cavaliere ha rinunciato alla possibilità di tenere il suo discorso al Senato. Troppo elevato il rischio che l'aula rovini l'atmosfera che si era immaginato. E forse, addirittura, il leader di Forza Italia non si farà nemmeno vedere.

Si vedrà se le cose andranno effettivamente così. Pare ormai sicuro che mentre l'aula voterà la sua decadenza, Berlusconi si troverà in studio da Bruno Vespa per una puntata speciale di Porta a Porta. Una situazione davvero surreale: mentre i senatori decretano la cacciata del Cavaliere dalle aule istituzionali, lui si trova in tv. Un luogo che, d'altra parte, gli è sempre stato più congeniale. Quel che invece è certo è che davanti all'aula si saranno nel frattempo radunati migliaia (secondo le intenzioni degli organizzatori) di supporter berlusconiani, pronti a stringersi attorno al loro leader nel giorno più difficile. Sembra quasi di immaginarsi la scena: all'interno del Senato un clima infuocato, dalla tensione altissima, in cui Berlusconi prende la voce (forse) per l'ultima volta mentre fuori da Palazzo Madama folle di sostenitori e detrattori si fronteggiano. Una scena da film.

Eppure non è così improbabile che la giornata del 27 venga segnata da quelle atmosfere che sempre circondano i giorni campali. Perché di questo si tratta: mai il Cavaliere, nemmeno nei giorni delle sconfitte politiche, delle scissioni sofferte, delle dimissioni imposte, delle condanne subite; mai, era arrivato così vicino alla sconfitta. Una sconfitta, ironie del destino, che le sue stessi mani hanno reso possibile, nel momento in cui il Pdl ha votato a favore della legge anticorruzione. Quello stesso partito che ora, spaccato in due, si appresta a manifestare la sua differenza anche nel momento della decadenza.

Certo, sia Ncd che Forza Italia voteranno contro. Ma dopo il voto, Ncd resterà dentro il Senato per continuare a lavorare con il governo che sostiene; mentre i senatori di Forza Italia usciranno dall'aula per protesta, seguendo il loro leader e andando incontro ai sostenitori che lì fuori li aspettano. Non c'è al momento un'autorizzazione per poter manifestare davanti a Palazzo Madama, ma solo per un raduno in piazza del Plebiscito. Ma sicuramente, da lì, i supporter del Cavaliere proveranno ad avvicinarsi il più possibile, pronti ad accogliere il Cavaliere che, chissà, potrebbe anche improvvisare un comizio all'aperto tra bandiere di Forza Italia e inni in onore di Silvio. Il decaduto.

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