Rischio genocidio in Repubblica Centrafricana: dalla Francia un migliaio di soldati e l'appello alla comunità internazionale

Annunciato l'invio di nuovi soldati francesi verso l'Africa centrale.

Sarebbero almeno 800 le unità che la Francia si dice pronta ad inviare nell'Africa Centrale. Altrettanti uomini da aggiungere ai 410 militari già di stanza. Ad annunciarlo il primo ministro della Repubblica Centrafricana Nicolas Tiangaye, subito dopo l'incontro con il capo della diplomazia francese Laurent Fabius che ha chiarito stamani i termini dell'invio ai microfoni di BFM tv, mentre il titolare della difesa Jean-Yves Le Drian dichiarava su Europa 1:

La Francia appoggerà questa missione africana nell'ordine di un migliaio di soldati (...) Lo faremo in veste di sostenitori e non di apripista come in Mali, e per un breve periodo, dell'ordine di circa sei mesi.

Un'operazione che, sempre secondo Tiangaye, dovrebbe avvenire verso metà dicembre, dopo il via libera del consiglio di sicurezza dell'ONU, e che corrisponde ai propositi già evocati precedentemente dal presidente Hollande. Un sostegno importante ma limitato nel tempo e non la guida delle operazioni, come avvenuto recentemente in Mali.

Il pericolo genocidio




A spingere per l'intervento a favore dell'ex-colonia francese, il timore che la Repubblica Centrafricana possa diventare il teatro di un genocidio, in seguito
alle violenze che si susseguono dalla deposizione, avvenuta nel marzo scorso, del regime di François Bozizé da parte di Michel Djotodia, leader della coalizione ribelle Séléka e attuale presidente (autoproclamato). Un'eventualità contro la quale si è levato l'appello del segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, diretto all'invio di 6.000 Caschi Blu, nonché il pressante invito ad intervenire proveniente da Parigi e Washington e diretto alla comunità internazionale. E se l'organizzazione di una forza di mantenimento della pace dell'ONU, avrebbe bisogno dei necessari tempi tecnici per essere organizzata e potrebbe essere approvata già la settimana prossima secondo l'ambasciatore francese Gérard Araud, il premier Tiangaye non esita ad evocare "gravi crimini di guerra e crimini contro l'umanità" e invoca nell'immediato:

un mandato contemplato sotto il capitolo 7 della de charte (dell'ONU, che autorizza il ricorso alla forza) permettendo alla Misca e alla Francia di ristabilire la sicurezza sul territorio e di assicurare la protezione delle popolazioni civili.

Photo by PACOME PABANDJI/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lefigaro.fr/flash-actu

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