Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Il governo fa marcia indietro sull’ assegno sociale. Elio Vito: “Il governo farà una modifica ma niente assegno ai poveri se sono extracomunitari”. Sacconi: “Basta abusi!”. L’Arci: E’ una norma discriminatoria e incostituzionale”. Alta tensione sulla norma che abolisce l’obbligo di reintegro dei precari. Casini attacca il governo: “Basta spot!”. Brunetta: “Norma da rivedere”. Consiglio d’Europa: “Italia xenofoba”.

Il nostro commento. Governo in difficoltà sull’assegno ai poveri e sul nodo precari. Di fronte alle dure critiche del sindacato e dell’opposizione per il decreto sui requisiti per avere l’assegno sociale il governo alla fine si decide a modificare il provvedimento: salve le pensioncine di 800 mila indigenti. Sotto la scure andranno gli extracomunitari. In barba ai diritti civili e alla Costituzione che vieta differenziazioni in base alla nazionalità. Anche gli stranieri (sia comunitari che non) residenti in Italia hanno diritto a un minimo di aiuto statale per la loro sopravvivenza in età avanzata. La contestata norma sull’assegno sociale è nata da una richiesta della Lega in chiave anti-immigrazione, per frenare i ricongiungimenti familiari. Giusto però l’impegno del governo di eliminare gli abusi. Il governo è in difficoltà anche sui precari. Vanno tutelate le aziende ma allo stesso modo vanno tutelati i cittadini. Il governo ha fretta ad attaccare lo stato sociale. Nell’esecutivo non pare però esserci una visione di fondo unitaria. Intanto l’Agenzia di rating Standard e Poor’s critica la manovra del governo. Come dire: il governo si agita ma non convince.

Maurizio Sacconi: “Faremo in modo che chi ha diritto alla pensione continui a riceverla, ma eviteremo gli abusi attuali”.

Renato Brunetta: “Basta con i furbastri. Faremo in modo di eliminare gli abusi e chi ha diritto, avendo pagato i contributi o avendo una condizione sociale tale da avere la pensione, potrà mantenere l’assegno”.

Arci: “Il governo modifica la Costituzione materiale senza toccarne la lettera. Di fatto si toglie l’idea stessa dell’assegno sociale trasformandolo in una pensioncina che potrà percepire solo chi avrà accantonato una quota di reddito, altrimenti non si potrà sopravvivere. I primi a pagare saranno gli immigrati. Poi toccherà agli altri”.

Precari.

Claudio Scajola: “Si tratta di un insieme molto articolato di provvedimenti e non hanno avuto tutti il necessario approfondimento. Troveremo modo di correggere”.

Walter Veltroni: L’emendamento “anti precari” è inaccettabile e a rischio incostituzionalità. Faremo battaglia dura”.

Pier Ferdinando Casini: “Il provvedimento del governo è uno sbaglio. E’ un provvedimento anticostituzionale. Il governo deve finirla di procedere per spot”.

Maurizio Sacconi: “Quella anti-precari è una norma transitoria e riguarda una platea limitata di destinatari. Sarà il ddl la sede idonea per l’esame degli eventuali interventi correttivi”.

Antonio Di Pietro: “E’ una norma oscena che deve essere ritirata”.

Francesco Rutelli: “Bisogna subito togliere dal tavolo questi due temi spinosi: taglio degli assegni sociali e nodo precari”.

Roberto Cota: “La norma non toglie diritti, ma semmai ripristina quelli negati”.

Savino Pezzotta: “Evitare le tensioni sociali. Il governo rinunci a voler imporre questo intervento. Il problema dei precari alle poste è reale ma non vedo nel decreto lo strumento per risolverlo”.

Confindustria: “Il provvedimento del governo sui precari è corretto e giusto. Non c’è nessuna violazione della volontà delle parti che hanno firmato il patto sul welfare del luglio 2007. E’ in linea con la direttiva Ue”.

Giorgia Meloni: “La norma è una iniziativa sulla quale confrontarsi. Non è giusto inserire una simile norma con un emendamento in finanziaria, che risulta estemporaneo e si presta a strumentalizzazioni”.

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