Legge di Stabilità, il Senato approva

Approvato nella notte il ddl Stabilità in Senato

Aggiornamento Mercoledì 27 novembre, ore 01:09 - Il Senato ha approvato, con voto di fiducia, la legge di stabilità: sono stati 171 i sì nel voto di fiducia posta dal governo sulla legge di stabilità in Senato. I no sono stati 135. Per ottenere la fiducia ne sarebbero bastati 154.

L'Aula del Senato si è bloccata in una battaglia procedurale poco prima dell'inizio della chiama nominale dei senatori per la fiducia. Il Governo ha infatti chiesto che fossero accolte delle correzioni formali al testo, ma la richiesta ha suscitato la sollevazione delle opposizioni che hanno giudicato non solamente formali le correzioni proposte. La proposta poi è stata accolta.

Aggiornamento 21:11 - Se tutto dovesse procedere speditamente (e i dubbi ci sono, visto che la giornata politica di oggi è deflagrata con la conferenza stampa di Brunetta e Romani) la prima chiama dovrebbe avvenire alle ore 22.30 mentre il voto definitivo sarà quasi sicuramente per domani mattina.

E' caos in Aula durante la discussione del maxiemendamento alla legge di stabilità, su cui il governo ha posto il voto di fiducia: la relazione tecnica della Ragioneria generale dello Stato è stata malamente presentata. Molti senatori lamentano l'impossibilità di leggere le voci di spesa e le coperture, Calderoli nel suo intervento ha chiesto chi fosse tale Riccardi (un appunto nella relazione recita "chiedere a Riccardi"); le tabelle stesse della relazione sono arrivate in ritardo rispetto al resto del testo, parzialmente non leggibile, e Lega e Forza Italia hanno chiesto il rinvio del voto per poterne esaminare il contenuto, rinvio non concesso dal Presidente del Senato Grasso. Uno spettacolo davvero poco edificante per il Senato della Repubblica.

Aggiornamento 19:09 - All'interno del maxiemendamento ci sono alcuni provvedimenti che certamente faranno discutere: in particolare il contributo di solidarietà per le pensioni d'oro sopra i 90mila euro andrà a finanziare un vero e proprio reddito minimo di cittadinanza. Il contributo scatterà sugli assegni oltre la soglia delle 14 volte il minimo e si accompagnerà ad un riconoscimento dell'indicizzazione piena delle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps.

Aggiornamento 18:58 - E' caos in Aula al Senato sulla legge di Stabilità: il maxiemendamento è stato presentato soltanto alle ore 16 ed è ora al vaglio dei vari gruppi parlamentari, che rischiano di votare una cosa che non hanno nemmeno letto. In tal senso Sel, Lega e M5s hanno chiesto più tempo per poterne vagliare il contenuto e le numerose sospensioni della seduta rischiano di far slittare il voto a domani.

In tal senso è attesa una mossa politica del Pd, anche in virtù della decisione di Forza Italia di abbandonare la maggioranza al suo destino e passare all'opposizione, atta a velocizzare il voto di fiducia entro la tarda serata di oggi (a conti fatti non prima delle 22).

Legge di Stabilità, via libera del Senato al voto di fiducia



La questione è di quelle arcaiche, oramai radicata nell'ordinamento politico italiano: la fiducia al governo. Mentre la Commissione Bilancio del Senato ha approvato, nella notte, il ddl Stabilità (senza dare mandato al relatore, quindi teoricamente facendo decadere le modifiche fin qui apportate), il governo ha deciso di presentare all’Aula del Senato ne pomeriggio, attorno alle 16.30, il maxiemendamento alla legge di stabilità sul quale sarà posta la questione di fiducia.

La decisione di Palazzo Chigi di proporre il maxiemendamento è propedeutica proprio al reintegro delle modifiche che la Commissione Bilancio, non nominando il relatore, annullerebbe: lo stesso governo recepirebbe le proposte di modifica, sia quelle già approvate dalla Bilancio che quelle solo presentate, come ad esempio l’emendamento sulla tassazione della casa depositato lunedì dai relatori e non esaminato in Commissione.

Il voto verrà espresso questa sera e sarà la prova del nove del nuovo assetto di maggioranza: Forza Italia tentenna, il voto sulla decadenza di domani è prioritario in quel di piazza San Lorenzo in Lucina, ma i malpancisti sono in forma più che mai. Il tentativo dell'esecutivo è di scindere le due cose, decadenza e legge di stabilità (prioritaria proprio per il governo), ma l'ostruzionismo di Lega e Forza Italia in Commissione sembra essere stato il preambolo ad una asprissima bagarre in Aula: i rappresentanti dei due gruppi intervenivano su ogni argomento rallentando deliberatamente i lavori della commissione.

Dario Franceschini, ministro per i rapporti con il Parlamento, ha spiegato, questa mattina:

"Il governo presenterà nel primo pomeriggio il maxiemendamento che recepirà integralmente il lavoro della Commissione Bilancio e le integrerà con gli emendamenti del governo e dei relatori. [...] La fiducia è necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare."

La discussione comincerà alle 16.30 oggi pomeriggio: le dichiarazioni di voto saranno dunque previste attorno alle ore 19 e l'inizio della chiama dei senatori per le 20.30 (i risultati verso le 21.30-22, se tutto andrà bene); un vero e proprio tour de force quello in Senato, che ieri ha chiuso alle 2.30 di notte, stasera resterà aperto fino a tardi e domani sarà teatro, in mattinata, del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi.

Temi che sembrano, e dovrebbero, essere scollegati ma che in realtà viaggiano su binari sovrapposti e che pongono la solita annosa questione del voto di fiducia, che depaupera il Parlamento e svilisce quei minimi criteri democratici ancora vigenti in Italia.

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