Thailandia: manifestanti occupano ministeri a Bangkok

A scatenare le proteste, un mese fa, una proposta di amnistia (poi revocata). Ora la gente chiede le dimissioni del premier.

Occupati i ministeri

Il ministero degli Esteri di Bangkok, in Thailandia, è stato occupato da un migliaio di dimostranti antigovernativi. Lo hanno riferito testimoni alla Reuters. Stessa sorte è toccata al ministero delle Finanze della capitale. Le proteste stanno dilagando in città, con almeno 30 mila persone in piazza. Il premier Yingluck Shinawatra ha condannato le azioni: "Il gesto può danneggiare gli investimenti stranieri e il turismo".

I manifestanti, però, chiedono proprio la testa dell'attuale governo. "Abbiamo dovuto abbandonare i nostri uffici, ci hanno tagliato acqua e luce" ha detto il ministro dello Sport, Somsak Pureesrisak. Circondato anche il ministero dell'Interno. I manifestanti hanno dato una sorta di ultimatum al personale: lasciare gli edifici entro un'ora.

Il fratello dell'attuale premier - la prima donna a guidare l'esecutivo - è il controverso magnate Thaksin Shinawatra, a sua volta primo ministro dal 2001 al 2006, quando fu destituito con un colpo di stato militare. Riparato all'estero, vive attualmente a Dubai in esilio. I suoi detrattori, però, sostengono che continui a governare per procura attraverso la sorella, leader del partito Pheu Thai, che stravinse le elezioni parlamentari nel luglio 2011.

In Thailandia, le contestazioni sono cominciate il mese scorso, provocate da una proposta di amnistia (poi revocata), che avrebbe permesso a Thaksin di tornare in patria senza dover scontare una condanna a due anni di carcere per corruzione. Ieri il premier aveva proclamato lo stato di emergenza nella capitale e assicurato che non avrebbe usato la forza contro i manifestanti, per lo più appartenenti al Partito democratico all'opposizione.

Il premier aveva però anche avvertito: "L'occupazione di edifici governativi minaccia la stabilità del Paese", chiedendo al resto della popolazione di non unirsi alla protesta. Appelli caduti nel vuoto, almeno per il momento. La situazione è molto fluida e cambia di ora in ora. Chi protesta giura che non si fermerà finché il premier non si dimetterà.

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