Vertice Italia-Russia: Letta e Putin dall'energia all'economia, soprassedendo sui diritti umani

Sul tavolo 7 accordi governativi, un protocollo culturale e 21 accordi commerciali da firmare. Letta e Putin "dimenticano" il tema diritti umani

Italia-Russia, gli accordi del 26 novembre 2013

Energia e accordi commerciali: sono questi i temi centrali trattati nell'incontro tra Enrico Letta e Vladimir Putin, terminato pochi minuti fa a Trieste; un vertice Italia-Russia strategico, secondo quanto spiegato nei giorni scorsi, e ribadito in conferenza stampa, che snocciolato un menù ricchissimo nell'ambito del partnerariato tra Roma e Mosca.

La prima a gioire è Fincantieri, che ha annunciato la sigla di due accordi di partnership tecnologica, ma la carne al fuoco è stata tantissima: 7 accordi governativi, un protocollo culturale e 21 accordi commerciali da firmare.

"Gli accordi che annunciamo oggi rappresentano la valenza di una partnership che consideriamo strategica, e dalla quale siamo certi che deriveranno ancora notevoli opportunità."

ha spiegato alla stampa Giuseppe Bono, ad di Fincantieri.

Dal mercato energetico agli accordi commerciali, dallo sviluppo tecnologico all'estrazione di idrocarburi nei paesi post-sovietici (su cui Mosca mantiene un'influenza fortissima), Letta e Putin hanno anche parlato di nuovi accordi in ambito turistico.

In questo senso Trieste è stata scelta a simbolo dell'amore (un po' pacchiano) che i russi nutrono per il Belpaese che, vuoi per il clima, vuoi per il cibo, vuoi per la torbida burocrazia, attrae da tempo i capitali vacanzieri degli oligarchi russi.

Ci sono poi gli accordi tra Enel e Rosneft, tra Eni con Rosneft e con Novatek, e Poste-Selex con le Poste russe, tra Mediobanca e Sace con Veb e tra il Fondo strategico italiano con il Russian direct investment Fund (per investimenti in equity fino a 1 miliardo, con un coinvolgimento garantito per 500 milioni ciascuno). Non è emerso alcun incontro tra il l'ad di Eni Scaroni ed il presidente Putin, ma certamente la materia energetica è stata centrale nel vertice Italia-Russia: il prezioso gas russo, i gasdotti che attraverseranno il corridoio sud-est dell'Europa, i prezzi dei mercati, sono di vitale interesse per un paese, la Russia, che poggia i piedi sull'unica risorsa naturale disponibile nel paese oltre alla neve.

Libia, Siria, Iran, sono i temi politici al centro dei colloqui, oltre a quello dell’Afghanistan, paese in cui sia l’Italia che la Russia hanno espresso la volontà di continuare ad essere presenti, anche dopo il 2014: fermo restando, dopo questa data, il progressivo ritiro dei contingenti militari internazionali.

Dimenticati gli altrettanto importanti temi dei diritti umani e civili in Russia (e, perchè no, anche in Italia): dal caso dei diritti degli omosessuali al dramma giudiziario delle Pussy Riot, dall'arresto degli attivisti di Greenpeace al soffocamento dell'opposizione democratica al potere degli oligarchi fino all'ingerenza russa sugli stati post-sovietici, il vertice non ha eviscerato alcuno di questi temi, vuoi per "benessere" diplomatico vuoi per soggezione italiana.

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