Milano, il Consiglio di Stato "spegne" l'Area C


Più che un referendum poté il ricorso di un garage privato. Questa può essere la morale di una delle misure introdotte a Milano da Giuliano Pisapia, che riprendeva l'Ecopass della Moratti regolando l'accesso dei veicoli inquinanti nella Cerchia dei Bastioni. Introdotto a gennaio di quest'anno, non è riuscito a terminare i 18 mesi di sperimentazione previsti perché il Consiglio di Stato ha dato ragione a un'autorimessa alle spalle di Piazza Duomo, sospendendo l'Area C in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso dello stesso garage.

La storia dell'Area C, per quanto breve, non è stata facile come è normale per i provvedimenti che incidono così tanto sulla quotidianità dei cittadini e soprattutto sugli interessi anche economici. Alla base dell'Area C c'è il referendum milanese del 2011 con cui i cittadini si erano espressi a favore della diminuzione di traffico e smog attraverso sistemi tipo ecopass e pedonalizzazione del centro. Da qui l'idea dell'Area C, 5 euro di costo per l'ingresso dei veicoli inquinanti, e proteste da parte dei commercianti del centro che paventavano una crisi negli affari.


Quindi, insegne spente in segno di protesta e adesivi apposti alle vetrine, a cui però molti cittadini avevano risposto con un boicottaggio. Poi c'erano stati i primi ricorsi, respinti dal Tar. Eppure i risultati dell'Area C erano stati buoni: nei primi due mesi, due milioni e mezzo di veicoli in meno in centro e -27% di PM10. Ed era anche stata lanciata la App iAreaC.

Finché non è arrivato il ricorso della Mediolanum Parking. Il Consiglio di Stato non si è espresso nel merito, ma ha sospeso l'Area C fin quando non arriverà la sentenza del Tar, ma sui tempi non c'è certezza. Il Comune è certo di vincere anche questo ricorso, cosa che porterà a una immediata riattivazione dei varchi, ma intanto da oggi il centro di Milano è di nuovo aperto a tutte le auto, anche a quelle Euro 0 che erano tagliate fuori dal 2008, dall'introduzione dell'Ecopass. E mentre su Twitter Area C è TT è stato già lanciato un appello per la sua riattivazione. Sullo sfondo resta un problema: se il Tar dovesse bocciare i varchi, c'è il rischio di ricorsi di massa per vedersi rimborsati i pedaggi pagati da gennaio a ieri.

Foto | © TM News

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