Ore 12 - Arrivano i soldati "a piedi". E i turisti giapponesi pronti al clic

altroCalma, ancora un po’ di pazienza! I tremila soldati inviati dal governo per compiti di ordine pubblico nelle grandi (ma non solo) città stanno per prendere posto nelle strade e nelle piazze d’Italia.

Il ministro Maroni rassicura: “Un provvedimento utile per aumentare la sicurezza nelle città”. Di Pietro attacca: “Una lavata di faccia con l’acqua sporca”. Anche il Pd spara a zero. Incalza Minniti: “Un’operazione fatta per nascondere i tagli alla sicurezza”. Nella stessa maggioranza non sono pochi i musi lunghi e chi nasconde a fatica il proprio dissenso.

Ricordiamo in sintesi che si prevede l’impiego di tremila militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri che “opereranno in concorso e congiuntamente con le forze di polizia”. I soldati “di pattuglia” (“a piedi, così si vedono meglio”, raccomanda La Russa) avranno compiti di polizia giudiziaria, potranno cioè arrestare solo in caso di flagranza di reato. Per adesso il piano dura sei mesi ma può essere prorogato di altri sei.

Ma si vedranno “fisicamente” questi militari? Tremila militari significa circa 120 per ogni regione, poco più di dieci in ogni provincia. Cioè un soldato ogni venti chilometri quadrati. Un militare non potrà agire da solo e dovrà essere affiancato da un carabiniere o da un agente di polizia che così verranno distolti da altri impegni.

Il rischio è che sia solo una operazione d’immagine, su un tema caldo, quello della sicurezza, sul quale Berlusconi e il centrodestra hanno vinto le elezioni. Insomma che il governo con una mano dà qualcosa come contentino (i soldati) e con l’altra mano toglie la polpa vera, tagliando 3,5 miliardi di euro sulla sicurezza in tre anni.

Che significa circa 40 mila poliziotti in meno per strada, meno macchine, meno straordinari. Cioè, alla fine, meno sicurezza per il cittadino. Un po’ come il gatto che si morde la coda.

Era proprio necessario utilizzare i soldati per compito di ordine pubblico? Perché non recuperare uomini delle forze dell’ordine per restituirli al controllo del territorio avvicendando gli autisti destinati ai prefetti e alle altre cariche istituzionali del Ministero dell’Interno e di altri dicasteri con personale civile? Perché non ridurre drasticamente scorte, tutele e posti fissi concessi ad abundantiam alla casta di personaggi improbabili ed ai politici che rischiano al massimo una pernacchia da parte dei cittadini incazzati?

Perché inviare i soldati nelle strade fa “effetto”, risponde ad esigenze mediatiche e a pulsioni emotive. Ignazio La Russa è certo invece che i soldati scendono in campo per “sconfiggere la paura dei cittadini”. O, all’opposto, alimenteranno la pura?

Chissà se a Berlusconi questa carta porterà consensi e voti. Col caldo che fa, un colpo (sbagliato) di fucile di questi ragazzi alle prime armi, può far cadere un governo. Ma non drammatizziamo. Sarà una spinta per il turismo: i giapponesi faranno una foto in più a ricordo del Belpaese.

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